"Bolletta zero", una serpentina ci salverà Il primo palazzo a riscaldamento naturale

Inaugurato in zona Montanara, accanto alla tangenziale, un edificio residenziale autosufficiente termicamente: la giusta temperatura è generata da una "pompa di calore" basata su una semplice valvola da frigorifero. Energia da una falda acquifera

 

Potere di una serpentina elettrica. Quella del frigorifero. Da sola riesce a scaldare e a raffreddare un'intera palazzina, mandando in soffitta le caldaie a metano grazie alla cosiddetta tecnologia "Bolletta zero" (con la sua variante più esotica di "Freedom Power"). Lo assicurano i responsabili della Cooperativa edile artigiana e della Enterprise immobiliare spa, che nel quartiere Montanara stanno costruendo sette palazzine autosufficienti in energia termica.

 

Il primo edificio è stato inaugurato in mattinata, invitati tutti i candidati sindaco "ai quali non daremo parola e che dovranno soltanto ascoltare, vedere e poi - come ha detto con passione Ercole Porta della Cooperativa - inserire nella futura giunta, per il 50 percento, le persone che hanno realizzato questo progetto, persone che sanno le cose: da soli, altrimenti non si fa un tubo". Presente solo Bernazzoli, oltre all'ex capo di Parma civica Claudio Bigliardi, Maria Teresa Guarnieri e Nicola Dall'Olio.

 

"Bolletta zero" è una tecnologia sulla quale nel 2007 Cooperativa edile artigiana decise di investire. Prima cautela: "La bolletta sarà zero - illustra Paolo Baghi della Enterprice, l'immobiliare responsabile dell'intervento nel quartiere Montanara (accanto alla tangenziale, in via Armstrong) - soltanto per quanto riguarda il riscaldamento invernale e il refrigeramento estivo, mentre si continuerà a pagare normalmente per l'elettricità dei singoli appartamenti".

 

La parola magica è "pompa di calore". Il riferimento è ad una macchina "semplicissima e che, in fondo - come spiega l'ingegnere responsabile Massimiliano Paladini - è stata inventata nell'Ottocento, basata sul funzionamento reversibile di una normale serpentina da frigorifero". La pompa attinge acqua da una falda acquifera sottostante, da fiumi sotterranei non potabili: la macchina ne preleva il calore, misurato di solito sui 10 gradi centigradi, per poi riportare l'acqua nella falda. "A quel punto - prosegue Paladini - la pompa di calore compie il miracolo di trasformare quei gradi centigradi in energia termica per il nostro appartamento, dunque in riscaldamento o, essendo la serpentina utilizzabile anche all'inverso, in aria fresca per l'estate".

 

Niente di nuovo, cose vecchie e risapute ma rimaste finora tabù come conferma Paladini: "Fino a poco tempo fa si preferiva non provare neppure a parlare di falde acquifere come fonte di energia, ora per fortuna si sono generate combinazioni favorevoli, dalle leggi regionali alla presenza di una falda qui in zona Montanara, che hanno reso possibile tirare fuori dal cassetto quanto di più buono l'uomo abbia mai inventato e quanto di migliore la tecnica offra da secoli".

 

Il cerchio si chiude grazie ai pannelli solari, necessari ad immagazzinare calore che - trasformato in energia elettrica - serve ad alimentare, oltre che ascensore e illuminazione condominiale, proprio la pompa di calore. Applauso, aperitivo in via Armostrong. Muto però Bernazzoli e i suoi colleghi. "Siamo in campagna elettorale - dicono Baghi e Porta - devono solo ascoltare".

 

La parola ce l'ha invece Paolo Giandebiagi, l'architetto che ha progettato le sette palazzine: "Il Psc relativo - ha spiegato - risale a metà anni Novanta, la progettazione alla fine di quel decennio. Avevamo a disposizione 138mila metri quadrati, ne abbiamo usato solo 38mila, credo che sia il primo caso a Parma, una scelta precisa di stop al consumo di suolo". Tutte le palazzine sono inoltre ascritte alla classe A nella scala dei consumi energetici: la più economa e all'avanguardia (riscaldamento radiante a pavimento, pareti coibentate eccetera). Prezzo, naturalmente: bilocali da 52 metri quadrati più balcone a 135mila euro. "Siamo nella norma, dentro la logica di mercato, sui 2300 euro al metro quadrato"dicono dalla Cooperativa artigiana. (m. s.)

 

Fonte Repubblica.it