Bonus 50-65%: come orientarsi tra le due detrazioni

Iter e requisiti sono diversi ma spesso la detrazione per il recupero edilizio compete con quella per il risparmio energetico. Le principali differenze

 

Verificare il tipo di intervento da effettuare e il tetto massimo di spesa, scegliere il bonus, controllare la capienza fiscale del soggetto che intende beneficiare della detrazione e uno sguardo al calendario dei lavori. Sono questi i principali step che il contribuente deve effettuare per vedere quale detrazione utilizzare tra quella del 50% sul recupero edilizio o quella del 65% sul risparmio energetico.

 

L'importo totale - La prima verifica da fare riguarda l'importo su cui calcolare il bonus. La detrazione del 50% si applica su una spesa massima di 96mila euro per unità immobiliare. E il limite vale in due direzioni:

1) quando uno stesso intervento dura per più anni. Ad esempio, un contribuente che ha pagato 40mila euro il 1° settembre 2012 e altri 40mila il 1° aprile 2013, può applicare il bonus solo su altri 16mila euro;
2) quando in uno stesso anno vengono effettuati più interventi, avviati in base a diversi provvedimenti edilizi. Ad esempio, un contribuente che ha sistemato il bagno versando 20mila euro il 1° aprile 2013 e adesso inizia il rifacimento del tetto, per questo secondo intervento potrà calcolare la detrazione su altri 76mila euro nel 2013. Se però quest'anno spendesse solo 20mila euro e i lavori proseguissero l'anno prossimo, nel 2014 potrebbe spendere altri 28mila euro (dopo questa data, infatti, si torna alla detrazione del 36% su una spesa massima di 48mila euro). Se, invece, nel 2014 inizia un nuovo intervento, il limite dei 48mila euro opera autonomamente.

 

La scelta tra i bonus - Il secondo passaggio chiave è "quale" agevolazione scegliere. Di fatto, tutti gli interventi con il 65% possono avere anche il 50 per cento. L'esempio classico sono le finestre. Posto che le performance migliori si pagano a un prezzo maggiore - e che va fatta la pratica online con l'Enea - i vantaggi sono il risparmio sulla bolletta energetica e il comfort di vivere in una casa meno rumorosa. Ma ci sono anche ragioni "fiscali" da valutare: il 65% ha un proprio tetto di spesa - variabile a seconda dei lavori - e consente di non intaccare quello del 50 per cento.

Inoltre, le due detrazioni, che non si possono cumulare sulla stessa spesa, possono coesistere nello stesso intervento. Ad esempio, si può fare il 65% per il cambio del generatore termico con caldaia a condensazione e il 50% per le opere murarie di sistemazione del locale caldaia.

 

La capienza - Il terzo passaggio chiave è quello sulla capienza fiscale. Entrambe le detrazioni si recuperano in dieci anni, ed è su questo periodo che il contribuente deve avere la ragionevole aspettativa di mantenere un'imposta lorda superiore al bonus.

Quando le detrazioni superano l'imposta, la parte di bonus non usata non può essere né chiesta a rimborso, né riportata negli anni a venire, neppure dalle imprese che beneficiano del 65 per cento. In alcuni casi, potrebbe essere interessante il conto termico.

 

Il calendario - Pianificando gli interventi, infine, bisogna tener conto dell'evento che condiziona l'accesso al bonus:

1) per i lavori su singole unità immobiliari, vale la data di effettuazione del bonifico;
2) per i lavori su parti comuni condominiali, vale la data del bonifico effettuato dall'amministratore (non rilevano i pagamenti delle quote dei condòmini);
3) per i lavori agevolati al 65% effettuati dai titolari di reddito di impresa su immobili strumentali non serve il bonifico, in quanto vale il criterio di competenza e il momento di imputazione dei costi si verifica alla data in cui sono ultimate le prestazioni.

La detrazione quindi si applica per le spese sostenute fino al periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2013, a condizione che i lavori siano ultimati a tale data (se l'esercizio coincide con l'anno solare).
Infatti, il bonus Irpef/Ires del 65%, così come il 55%, spetta anche ai titolari di reddito d'impresa - comprese le società di capitali - se gli interventi sono eseguiti su fabbricati strumentali utilizzati nell'esercizio dell'attività imprenditoriale. Sono esclusi i beni merce e gli immobili locati a terzi. In quest'ultimo caso, però, i lavori possono essere eseguiti direttamente dall'affittuario che quindi può ottenere il bonus.

 

 

 

Fonte BusinessVox.it