Come fare quando vengono violate le norme condominiali

Le violazioni delle norme condominiali sono un fenomeno molto diffuso nella società attuale. Normalmente queste infrazioni consistono in una sottrazione di beni in comune dalla loro naturale funzione condominiale.

 

Ma possono esservi anche ragioni di altra natura come quelle legate al disturbo della quiete del condominio o altro ancora. Data la frequenza di tali eventi questa guida dà delle precise indicazioni su come fare quando vengono violate delle norme condominiali.

 

  1. Le parti in comune di un condominio, di solito, sono le seguenti: vani scala e pianerottoli, corridoi di disimpegno di cantine e solai, ascensori, cortili e altro. Le violazioni più comuni di norme condominiali sono: l'occupazione di parti comuni con beni privati, l'immissione di odori o rumori nelle parti comuni oltre la normale tollerabilità, l'alterazione dell'estetica o funzionalità di parti comuni, l'utilizzo di tali parti con incremento della naturale usura con conseguente aumento dei costi di manutenzione.
  2. Cosa si può fare di fronte ad una violazione condominiale? Intanto è opportuno far notare che qualunque condomino ha il diritto/dovere di intervenire per porre fine ad un abuso anche se l'organo deputato a tale funzione è l'amministratore di condominio come previsto dall'art. 1130 CC. Diciamo che la prima cosa da fare è la classica raccomandata indirizzata all'amministratore di condominio per denunciare l'abuso commesso. A volte un semplice colloquio tra le parti può essere sufficiente ad evitare il ricorso a lunghi e dispendiosi contenziosi giuridici. Laddove non si riuscisse a dirimere la controversia allora restano fondamentalmente 3 strade: La Sanzione Condominiale, il Ricorso all'Autorità Amministrativa e il Ricorso all'Autorità Giudiziaria.
  3. La Sanzione Condominiale è la soluzione più usuale in caso di violazioni dei condomini Essa deve, però, essere contemplata nel regolamento condominiale per poter essere applicata. La multa viene riportata nel consuntivo condominiale come entrata particolare derivante da onere del condomino resosi responsabile dell'abuso Il ricorso all'Autorità Amministrativa, invece, si adotta laddove l'abuso rientri in una più generale violazione di leggi o regolamenti a tutela dell'interesse pubblico Si tratta dei classici ricorsi ad autorità come i Vigili del Fuoco, i Vigili Urbani, l'ASL etc E come tale risulta collegato ai tempi necessari Più o meno lunghi che siano Questo è il limite di una soluzione del genere. 
  4. L'opzione del ricorso all'Autorità Giudiziaria viene presa in considerazione come ultima spiaggia. Questo tipo di soluzione è certamente molto efficiente nel risultato in quanto ovemai si dovesse ottenere una sentenza favorevole da parte del ricorrente questi potrebbe avvalersi dell'uso della forza pubblica per ristabilire l'ordine violato magari ripristinando l'utilizzo di un bene condominiale o liberando zone abusivamente occupate. Tuttavia il ricorso al Giudice ha il limite nel fatto che la procedura è abbastanza lenta oltre che costosa causa la necessaria assistenza di un avvocato. È evidente che una soluzione di questo tipo non è praticabile per le piccole violazioni quotidiane per le quali lo strumento della multa si adatta meglio. Recentemente è stata adottata la riforma del condominio (Legge 220 del 11/12/2012) che punta a limitare il più possibile il ricorso al giudice. In particolare l'art. 70 prevede che il regolamento di condominio può contemplare il ricorso alla multa per un importo fino a 200 euro. Nel caso di recidiva l'importo sale a 800 euro.

 

 

 

Fonte LavoroeFinanza.it