Di Condominio si Muore...

Una Ricerca Medica afferma: Assemblee ad Alto Rischio d' Infarto

 

Il centralinista, il quadripartito, il compromesso storico, il pentapartito, il consociativismo... Brutti ceffi, ormai, a cui tutti hanno tolto il saluto. Il cittadino singolo non contava niente, per quegli impuniti: con le buone e con le cattive gli carpivano il voto e poi ne facevano quel che volevano, simulando grandi contrasti per la scena, ma in realtà decidendo con l'occhio fisso ai propri interessi. C'era la beffa periodica delle consultazioni elettorali. Ma chi mai veniva davvero consultato? La delega, era in bianco.

Ma ecco il popolo destarsi dal suo lungo sonno. Ecco le prime voci rabbiose levarsi dalle piazze televisive della Patria. La gente non ne può più, vuole partecipare, vuole contare.

Ecco i sondaggi volanti, i sondaggi scientifici, le telefonate in diretta, i milioni di io che infine esigono di esprimersi, di dire la loro, di spiegare la propria particolare speranza, richiesta, pretesa. Com'è bella la democrazia diretta! Come allarga il cuore questo ritorno al concreto, al faccia a faccia autentico, senza ipocrite mediazioni!

Il cuore, già. Su questo punto viene ora a illuminarci un illustre luminare, il professore Pierluigi Prati, primario di cadiologia all'ospedale S. Camillo di Roma e presidente del centro per la lotta contro l'infarto. Con la sua équipe di studiosi ha tenuto sotto controllo per cinque anni un campione di 50000 lavoratori di età media nelle città di Roma e Firenze. E i risultati della ricerca mostrano che il maggior numero di infarti non è causato da lutti, spaventi, rovesci di fortuna, calunnie infamanti, cupi telegrammi, bensì dalle riunioni di condominio. In altre parole: la morte dell'amato coniuge è meno micidiale di una disputa per la tinteggiatura delle scale.

La notizia non stupirà nessuno che abbia la ventura di essere un condomino, esperto di quelle serate eminentemente democratiche dove il conforto è in prima persona, dove ci si batte faccia a faccia per una grondaia, un ascensore, una perdita d'acqua. Le tabelle che la scienza ora ci fornisce non fanno altro che confermare ciò che è già una dolorosa intuizione: di condominio si muore.

Quale il rimedio suggerito dal professor Prati? Ah, ma è evidente: la delega. Tenersi bene alla larga dalla partecipazione diretta, affidare ogni decisione ad altri e sperare che l'idraulico non esageri, il fabbro non faccia troppo la cresta, l'amministratore non sia inetto né ladro. Così, come per decenni, si sono comportati i cittadini italiani nei confronti dei loro governanti. Chissà se si potrà mai calcolare retrospettivamente quanti di noi abbiano evitato l'infarto grazie al quadripartito, al pentapartito, alle convergenze parallele, al Caf e a tutti quegli impuniti?