Differenza "Prima Casa" - "Abitazione Principale"

Prima Casa e Abitazione Principale: due espressioni apparentemente sinonime da tenere invece ben distinte, atteso che il legislatore ricollega all’una e all’altra l’applicazione di agevolazioni diverse e particolari condizioni fiscali.


Per prima casa si intende la prima abitazione di cui si viene in possesso, ubicata nel Comune in cui si ha la residenza, indipendentemente  se abitata o meno.

 

 

Si tratta di un concetto essenzialmente fiscale, legato al possesso dell'immobile.

L'identificazione della prima casa, infatti, comporta per esempio l'applicazione dell‘imposta sostitutiva dello 0,25 % sull'importo finanziato con prestiti a medio lungo termine, il pagamento di imposte di registro, ipotecaria e catastale ridotta sia per l'acquisto della prima casa che nel caso di successioni e donazioni riguardanti la prima casa.

 

 

 

Per poter richiedere i benefici per "prima casa" è necessaria la sussistenza, all'atto dell'acquisto, dei seguenti requisiti:

1. l'immobile deve essere di tipo residenziale e non di lusso;

2. non si devono possedere altri immobili che hanno usufruito dei benefici fiscali di Prima Casa;

3. l'immobile da acquistare deve trovarsi nel Comune ove l'acquirente ha la residenza (o si impegni a stabilirla entro 18 mesi dall'acquisto) oppure, in alternativa, nel Comune ove l'acquirente svolge la propria attività lavorativa;

4. non si devono possedere altri immobili residenziali nello stesso comune, anche se non hanno beneficiato delle agevolazioni di prima casa;

 

La legge specifica che si deve essere residenti nel comune della "prima casa", non anche nell'immobile. Da ciò consegue che la prima casa può non coincidere con l'abitazione dove si risiede, quella che - come vedremo - prende il nome di abitazione principale.

 

Veniamo allora al concetto di abitazione principale. E' sostanzialmente quella in cui si ha la residenza, per la legge la "dimora abituale". Le agevolazioni sono molte:

- Esenzione totale ICI (reintrodotta con D.L. 201/2011, in fase di convenzione);

- Non imponibilità della rendita catastale in sede di calcolo IRPEF;

- Detraibilità degli interessi passivi del mutuo stipulato per l'acquisto;

- Agevolazione per la stipula di nuove utenze per luce, acqua, gas, telefono.


I suddetti benefici NON possono essere richiesti su una prima casa nella quale non si abbia la residenza.

Poniamo quindi il caso, ad esempio, di un figlio che acquista la sua prima casa nello stesso comune dove gia risiede con i genitori: non avrà problemi a beneficiare delle agevolazioni da prima casa, appunto. Se però non vi trasferisce la residenza (magari per pigrizia o praticità, trattandosi di una pratica non banale, oppure perchè ha effettuato l'acquisto per riaffittare l'immobile), dovrà pagarvi sia l'ICI che le imposte da rendita catastale, e inoltre non potrà portare in detrazione gli interessi passivi del mutuo.

 

Fonte BlogCondominio.com