Documenti e ricevute, quali conservare e per quanti anni

Quando si cerca di produrre un pò di ordine in cassetti e armadi, è facile lasciarsi cogliere dal desiderio di procedere a una eliminazione fisica sommaria di “vecchi” documenti e ricevute, fiscali e non. Ma per quanto tempo vanno conservate tali certificazioni di spesa?

 

Purtroppo per gli italiani, non vi è una normativa omogenea in materia. In altri termini, ogni documento possiede un termine di conservazione differente. Il tutto dipende fondamentalmente dal momento in cui il credito vantato nei confronti del contribuente cade in prescrizione, poichè è da questo istante che non si dovrà più produrre alcuna documentazione.

 

Vediamo dunque, documento per documento, quali sono i principali termini temporali:

 

  • Bollette: le utenze domestiche per il consumo del telefono, della luce, del gas e dell'acqua, vanno conservate per un massimo di cinque anni dalla scadenza del pagamento.
  • Canone RAI: i bollettini di pagamento dell'abbonamento per il possesso di un apparecchio televisivo vanno conservati per un massimo di 5 anni. Tuttavia, una recente sentenza del tribunale di Torino ha esteso tale limite a 10 anni. Nel dubbio, il nostro consiglio è quello di stimare il periodo temporale più lungo.
  • ICI / IMU: i vecchi bollettini postali di pagamento dell'imposta comunale sugli immobili, e i nuovi modelli di pagamento dell'imposta municipale unica vanno conservati per un massimo di 5 anni.
  • Spese condominiali: le ricevute di oneri e spese condominiali prevedono un termine massimo di conservazione pari a 5 anni.
  • Tarsu: la normativa sulle tasse sui servizi dei rifiuti solidi urbani prevede che le ricevute vadano conservate fino al 31 dicembre del quarto anno successivo a quello in cui la denuncia doveva essere presentata.
  • Affitto: le ricevute dei pagamenti dei canoni di locazione prevedono un termine di conservazione pari a 5 anni.
  • Mutui: più lungo il termine per la conservazione delle ricevute dei pagamenti delle rate dei mutui e delle certificazione degli interessi, 10 anni.
  • Cambiali: tratte e pagherà vanno conservate per un massimo di 3 anni.
  • Assicurazioni: il termine è di 5 anni per le polizze vita ai fini della detrazione sull'imposta sui redditi delle persone fisiche (se stipulate prima del 1 gennaio 2001) e le polizze long term care (cioè, quelle che prevedono prestazioni continuative per la non autosufficienza); sempre di 5 anni il termine relativo al premio RC Auto, in caso di detrazione della parte relativa al contributo al Ssn in sede di dichiarazione dei redditi.
  • Dichiarazioni dei redditi e versamenti Irpef: vanno conservati per un massimo di 5 anni a partire dall'anno successivo a quello della dichiarazione.
  • Estratto conto: il documento bancario per eccellenza va conservato fino a un massimo di 10 anni.
  • Bollo auto: il bollo prevede un termine di prescrizione di 3 anni dalla data di scadenza. Siccome una sentenza della Suprema Corte ha innalzato il limite di 4 mesi, meglio conservare il bollo almeno 3 anni e mezzo.
  • Multe stradali: le ricevute per le sanzioni per infrazioni al Codice della strada devono essere conservate per 5 anni.

 

Fonte VostriSoldi.it