Dopo il 18 giugno 2013 molti amministratori condominiali rischiano di perdere il posto, perché?

Il 18 giugno 2013 rappresenta una sorta di spartiacque per il condominio negli edifici. Il motivo è semplice: a partire da quel giorno entrerà in vigore la legge n. 220/2012, la così detta “riforma” del condominio negli edifici.

 


In questo articolo, prendendo anche spunto dalla riflessione che ci ha portato a scambiare alcune impressioni con un utente, affronteremo più da vicino il tema connesso ai requisiti necessari per assumere l'incarico di amministratore, a far data dal prossimo 18 giugno.
La norma che contiene i requisiti per l'assunzione dell'incarico è l'art. 71-bis disp. att. c.c.

Nella sostanza, a partire dal prossimo mese di giugno, le persone che vorranno assumere l'incarico amministratori dovranno possedere dei requisiti minimi di onorabilità (nessuna condanna per delitti contro il patrimonio, nessun protesto, ecc.); diversamente non si potrà procedere alla nomina.

Che cosa accadrà se questi requisiti saranno posseduti al momento del conferimento dell'incarico ma verranno persi in costanza di svolgimento?

Tale fatto comporterà "la cessazione dall'incarico. In tale evenienza ciascun condomino può convocare senza formalità l'assemblea per la nomina del nuovo amministratore" (art. 71-bis disp. att. c.c.).

Il Legislatore della "riforma" ha introdotto al fianco dei requisiti succitati anche degli altri specificamente riguardanti la formazione scolastica e professionale. Insomma saranno necessari il diploma di scuola superiore e il superamento di un corso di formazione iniziale.

Data l'enorme mole di amministratori presenti sul mercato senza tali requisiti, ci si è giustamente posti il problema di comprendere in che modi questi dovessero essere considerati al momento dell'entrata in vigore della "riforma".

Detta in maniera più diretta: gli amministratori che non hanno conseguito il diploma e non hanno mai svolto un corso di formazione iniziale, dopo il 18 giugno 2013 dovranno lasciare gli incarichi o potranno continuare ad esercitare la professione?

La risposta è "ni".

Ci viene in aiuto l'ultimo comma del più volte citato art. 71-bis disp. att. c.c., che recita: "a quanti hanno svolto attività di amministrazione di condominio per almeno un anno, nell'arco dei tre anni precedenti alla data di entrata in vigore della presente disposizione, è consentito lo svolgimento dell'attività di amministratore anche in mancanza dei requisiti di cui alle lettere f) e g) (diploma e corso di formazione n.d.A.) del primo comma. Resta salvo l'obbligo di formazione periodica".



Come leggere questa norma?

Secondo un nostro utente in questo modo: "se oggi si inizia ad amministrare senza aver conseguito diploma e corso (entro quindi il 18 giugno 2013) si potrà comunque proseguire ad amministrare i condomini acquisiti precedentemente. Il mandato è stato conferito in piena regola con le disposizioni vigenti. Dal 18 giugno 2013 invece non si potranno acquisirne di nuovi, fino a quando non si sarà ottenuto l'anno indicato dal nuovo testo di legge".

Ad avviso di chi scrive la situazione è leggermente differente perché la norma che entrerà in vigore assieme a tutta la "riforma" contiene una sorta di disposizione transitoria.

Infatti, se si è iniziato ad amministrare dal 18 giugno 2010 e lo si è fatto per almeno un anno, non si pongono problemi. Ma chi ha assunto l'incarico dal 19 giugno 2012, non arriverà ad aver amministrato un condominio per almeno un anno nel triennio precedente all'entrata in vigore della "riforma".



Conseguenze?

Chi non ha seguito il corso iniziale di formazione ma ha un diploma potrà riparare seguendone uno.

Chi non ha entrambi dovrà tornare sui banchi di scuola e poi su quelli di un ente di formazione (ad oggi non si capisce ancora chi può tenere questi corsi).

Nel frattempo, però, chi non possiede questi requisiti non potrà assumere incarichi e dovrà lasciare quelli già assunti: la legge pare essere abbastanza chiara in questo senso.

 

 

 


dell' Avv. Alessandro Gallucci fonte CondominioWeb.com