Lavatrici di notte e rumore di tacchi C'è lo stressometro di condominio

Confedilizia lancia un questionario per evitare lamentele e liti. Tra le domande anche quelle per verificare i buoni rapporti: "Hai mai invitato i vicini alla festa di compleanno?"

 

Alzi la mano chi non si è mai lamentato per il comportamento di un vicino e poi ha sognato di andare ad abitare in una casa monofamiliare o, potendo, in una villa.


E anche le semplici rimostranze, per non parlare delle liti violente, amareggiano la vita quotidiana e spesso portano in tribunale. Allora occorre stemperare la tensione dei condomini, provati dai rumori molesti come i tacchi in azione sul pavimento della casa di sopra, oppure la lavatrice della vicina accesa appena si è andati a letto o ancora sopportare il cane che abbaia nell'appartamento accanto.

 

Confedilizia ci prova da dieci anni con la Festa del condominio, appuntamento in programma sabato nelle strade, piazze, giardini e cortili condominiali di diverse città d'Italia, a tre mesi dall'entrata in vigore della riforma del condominio.

Per l'occasione sarà presentato lo ‘stressometro', questionario destinato a misurare le più importanti cause di ansia e disagi tra le persone che vivono nello stesso stabile. E non sono poche: 30 milioni di italiani. «Vogliamo dimostrare che nel condominio è invece possibile tenere rapporti civili», spiega Corrado Sforza Fogliani, presidente di Confedilizia. E lo sanno bene coloro che organizzano sempre la merenda alla fine delle assemblee. Quindi, il panorama è multiforme. Nello ‘stressometro', due filoni di domande: le relazioni tra condomini e con l'amministratore. Si vuole scoprire se nei palazzi c'è un filo di convivenza civile, «senza la quale risulta più difficile affrontare le questioni economiche», precisano i legali della Confederazione della proprietà edilizia.


Bisognerà anche dire, tra le risposte, se i vicini sono mai stati invitati a compleanni, battesimi o comunioni e se si chiacchiera volentieri con qualche famiglia della stessa scala. Intanto, osserva Confedilizia, è recente una sentenza della Cassazione su un caso di molestia condominiale: una signora per infastidire una vicina a lei antipatica puliva parti comuni del palazzo con detersivi che davano allergia.

 

 


di Donatella Barbetta fonte Quotidiano.net