Prestiti personali, il decalogo del consumatore consapevole

Per evitare il rischio sovraindebitamento, le principali Associazioni di categoria danno alcuni consigli da seguire prima di stipulare un finanziamento

 

Negli ultimi anni, per molti italiani i prestiti bancari rappresentano la soluzione indispensabile per far fronte alle spese della quotidianità. Il boom di richieste di finanziamento ha, però, contribuito a rendere più concreto il rischio sovraindebitamento.

Dodici Associazioni di categoria, fra cui Adiconsum, Codacons, Assoutenti, Adoc, Federconsumatori e Cittadinanzattiva hanno stilato il decalogo per scegliere un prestito personale bancario in modo consapevole e ragionato, senza cadere nella morsa dei debiti. Ne presentiamo una sintesi, il documento integrale è disponibile sulle pagine web delle Associazioni coinvolte.

 

SOSTENIBILITA' - Richiedere un finanziamento significa sostenere una spesa che va ad aggiungersi alle altre già nel budget familiare (bollette, mutuo/affitto, eventuali altri prestiti). La scelta deve, quindi, essere presa con molta cautela, solo dopo aver valutato l'impatto che le rate mensili comportano sulla propria disponibilità economica.

 

TRASPARENZA - Il consumatore ha il diritto di ricevere, senza impegno, tutto il materiale informativo che necessita. In particolare, prima della stipula del contratto, l'istituto deve consegnare al cliente una copia del documento "Informazioni europee di base sul credito al consumo", nel quale sono riportate in modo dettagliato e personalizzato le condizioni applicate al prestito.

 

CONTRATTO - In base alla normativa che tutela i consumatori, il contratto che disciplina il rapporto creditizio deve contenere alcune informazioni fondamentali, come l'importo esatto e il modo in cui verrà erogato; il tasso d'interesse applicato; l'indicazione del Taeg, l'elenco dettagliato dei costi primari e accessori e delle commissioni, l'importo di ogni rata e la scadenza, le eventuali garanzie o coperture assicurative richieste.

 

TAEG - Per conoscere il costo complessivo del finanziamento, occorre far riferimento all'indicatore percentuale TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale), che, a differenza del TAN (Tasso Annuo Nominale), comprende tutti gli oneri accessori a carico del cliente.

 

CATTIVI PAGATORI - Con la stretta creditizia, la maggior parte degli istituti ha inasprito le condizioni di accesso al credito bancario. In caso di rifiuto della richiesta, la banca deve spiegare le motivazioni alla base della sua decisione, facendo riferimento alle informazioni sul richiedente reperite nella Centrale Rischi della Banca d'Italia.

 

Prima di concedere un prestito online o tradizionale, gli istituti consultano questo database per valutare l'affidabilità creditizia dei richiedenti. Se non si è puntuali con il rimborso delle rate mensili, si corre il rischio di essere segnalati come "cattivi pagatori". Per evitare che si verifichi questa situazione, è opportuno avvisare tempestivamente l'istituto in caso di momentanea difficoltà nella restituzione, per trovare insieme soluzioni alternative.

 

 

 

di Veronica Benigno fonte ABCRisparmio.it