Ladri dai Cantieri?!? Paga l'amministratore.

“Dovrà risarcire la vittima anche se il condominio aveva votato contro l’antifurto sui ponteggi”

 

Milano - I «topi» d'appartamento s'arrampicano sui ponteggi di un palazzo in ristrutturazione privo di sistema d'antifurto e svaligiano un appartamento? A pagare i danni del furto al condomino può essere chiamato l'amministratore del condominio, anche se è stata l'assemblea degli inquilini a votare contro l'installazione dell'impianto d'allarme. Lo ha stabilito il Tribunale civile di Milano, in una sentenza che ha riconosciuto appunto la «corresponsabilità colposa» (insieme a quella dell'impresa edile che eseguiva i lavori di ristrutturazione) dell'amministratore di un condominio, condannato a risarcire trentacinquemila euro a un inquilino derubato in casa mentre lo stabile era ingabbiato dalle impalcature.
La sentenza, che arriva con i tempi consueti per la giustizia civile e cioè a quattro anni dal primo atto di citazione, prende le mosse dal furto che alcuni ladri mettono a segno il 29 marzo 1996 nell'appartamento di un palazzo alla periferia Nord di Milano, in zona Niguarda: i ladri, sfruttando il ponteggio installato dalla ditta incaricata di riverniciare la facciata dello stabile, entrano in casa e razziano un bottino di gioielli e orologi del valore di almeno 30 milioni di lire.
Come la stragrande maggioranza di questi furti, gli autori restano ignoti e l'inchiesta penale viene presto archiviata dalla Pretura di Milano. L'inquilino, così, si ritrova senza alcuno che possa risarcirlo del danno subito, perché il condominio non risulta assicurato per queste eventualità. Si arma allora di un avvocato e fa causa all'impresa edile che non aveva montato l'impianto antifurto.

Il giudice: «Poteva e doveva adottare il sistema di protezione anche senza il consenso della maggioranza dei proprietari»

Ma i titolari dell'azienda si difendono: noi avevamo raccomandato all'amministratore del palazzo l'installazione del sistema di sicurezza, ma l'ha rifiutato. Vero, spiega a sua volta l'amministratore, ma io ho interpellato l'assemblea dei condomini e sono stati loro a votare contro le spese per l'antifurto. L'amministratore doveva farlo installare lo stesso all'impresa, ribatte il derubato, che con l'avvocato Rosario Allberghina fa causa a entrambi per avere il risarcimento dei danni, di cui l'orefice venditore dei gioielli viene a confermare la quantificazione.
E ora il giudice onorario della sesta sezione del Tribunale civile, Gabriella Brancato, ha dato ragione al derubato. «E' notorio scrive - che le impalcature e i ponteggi, usati dagli imprenditori edili per eseguire riparazioni e ristrutturazioni delle facciate degli stabili, costituiscano di per se stesse una facile agevolazione per i ladri che intendono eseguire furti negli appartamenti». Ebbene, nel caso in questione «non è emerso che l'appaltatore abbia messo in atto alcuna forma di tutela per evitare l'accesso agli appartamenti condominiali». E se «invero risulta che la stessa impresa abbia invitato il condominio ad adoperare un valido antifurto nell'impalcatura e che il condominio abbia rifiutato», il giudice valuta tuttavia che «sull'amministratore del condominio» comunque «incombeva l'onere di vigilanza e di custodia dell'immobile» in base al Codice civile: e perciò egli «poteva e doveva adottare il richiesto sistema antifurto»anche «senza alcuna delibera condominiale».
Questa «evidente negligenza» del condominio si traduce così, per il giudice ,in una «corresponsabilità colposa» dell'amministratore «in concorso con l'impresa» edile e fa scattare per entrambi "l'obbligo di risarcire» l'inquilino derubato: 15.600 euro (il valore dei preziosi trafugati) rivalutati degli interessi di 7 anni (a conti fatti quasi la stessa cifra) e maggiorati di altri 3.700 euro per le spese legali.


di Luigi Ferrarella

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