30mila impianti fotovoltaici al mese deturpano il decoro?

Decoro architettonico ed energie rinnovabili

 

L'ingresso delle energie rinnovabili nell'architettura e nello scenario urbanistico oltre a rappresentare un fenomeno inarrestabile hanno sollevato non pochi problemi in merito alla modalità di realizzazione ed al contemperamento di alcune esigenze di primaria importanza. Si stima che ogni mese in Italia vengono realizzati circa 30mila impianti fotovoltaici parzialmente o totalmente integrati nell'architettura attraverso gli incentivi appena citati.

 

Questo grande rilancio della tecnologia solare fotovoltaica ha fatto sì che oltre l'80% di queste realizzazioni fa parte di ristrutturazioni o di opere di recupero di edifici esistenti, intervenendo nella fase di manutenzione straordinaria principalmente con la sostituzione delle tegole tradizionali, oppure appoggiando i moduli fotovoltaici paralleli alla copertura. Alcuni edifici invece hanno optato per la costruzione di nuove pensiline erette nei giardini condominiali o su ampie zone di parcheggio a raso.

 

Tale tipologia di realizzazione è particolarmente diffusa nelle periferie urbane, e in qualche raro caso anche in aree di centro storico non soggetti a vincoli. Il risultato estetico di queste realizzazioni, nell'ambiente urbano, è piuttosto scadente dal punto di visto strettamente estetico. Il motivo è rinvenibile dal fatto che gli installatori continuano ad adattare agli edifici componenti fotovoltaici originariamente pensati e prodotti per semplici installazioni a terra, invece di realizzare componenti veramente ideati per l'integrazione architettonica. Tale situazione comporta inevitabilmente un degrado o una concreta alterazione delle linee estetiche dell'edificio. Può quindi accadere che l'armonia architettonica originaria dell'edificio possa essere infranto dalle installazioni.


La locazione della c.d. "superficie fotovoltaica"
Seconda conseguenza da affrontare, sotto l'aspetto condominiale, che ha sollevato molteplici quesiti è l'individuazione dello strumento negoziale idoneo attivabile per gli impianti architettonicamente integrati sui tetti degli immobili. La Cassazione propende per il contratto di locazione (cfr. in tale senso sentenze 2069/2004, 4157/99). Invece per gli impianti collocati al suolo si verrebbe a costituire, a favore dell'investitore, un diritto reale immobiliare di superficie. Operazione fiscalmente più onerosa della locazione, ma in grado di assicurare maggiori facoltà di godimento sul terreno e sull'impianto. Il Codice civile, infatti, consente al proprietario del suolo di costituire a favore dell'investitore il diritto di fare e mantenere al di sopra e al di sotto del suolo una costruzione (nel caso di specie, l'impianto fotovoltaico comprensivo di ogni suo elemento sotterraneo e fuori terra).