Acqua «salata». Bolletta sempre più cara per il consumo domestico.

La spesa sostenuta per il consumo d'acqua per l'abitazione principale, secondo i dati Istat, cresce negli ultimi cinque anni del 74%.

 

Un salasso. Le famiglie italiane vanno incontro a bollette dell'acqua sempre più care e, paradossalmente, spendono molto meno per l'acqua minerale imbottigliata. Infatti, la spesa mensile che va sotto la voce "acqua per l'abitazione principale" è significativamente aumentata, del 74%, passando dai 12,16 euro del 2008 ai 21,18 euro del 2013. Al contrario, la spesa per l'acquisto dell'acqua minerale, dal 2012 al 2013, è scesa del 4,5%, di 11,42 euro: la metà della spesa per il servizio di acqua per l'abitazione.

 

 

Il motivo. A tal proposito, l'Istat spiega che "La contrazione della spesa per l'acqua minerale è legata principalmente a strategie di contenimento della spesa messe in atto dalle famiglie e ad un'evoluzione dei comportamenti connessi agli effetti della crisi economica. Tuttavia l'acqua, rispetto ad altri prodotti alimentari, viene vissuta dalle persone come un bene primario irrinunciabile e questo spiega perché il calo è risultato comunque inferiore a quello di altre bevande o di altri prodotti alimentari"

Tali dati sono stati forniti dall'Istat in vista della giornata mondiale dell'acqua, istituita dall'Onu e celebrata il 22 marzo di ogni anno.

Dal quadro di sintesi sui dati dell'acqua e delle risorse idriche in Italia diffuso dall'Istat risulta anche un miglioramento del giudizio delle famiglie sull'erogazione d'acqua nelle loro case. Passando dal 14,7% del 2002 all'8,6% del 2014, è diminuito il numero di famiglie che lamentano irregolarità nel servizio. Pur se ancora rilevante, è in calo la percentuale di famiglie che dichiara di non fidarsi a bere acqua di rubinetto: dal 40,1% del 2002 si è passati al 28% nel 2014.

 

 

Ma quanto mi costi? Nel 2013 le bollette d'acqua più costose sono state pagate dalle famiglie dell'Italia centrale, in cui l'esborso è arrivato a 23,20 euro mensili.

Ancora nell'anno 2013, per i gruppi di spesa relativi al consumo d'acqua, la spesa media mensile per servizi di "acqua e condominio" nelle abitazioni è stata di 53,44 euro: dal 2001 l'incremento è stato del 96% e negli ultimi cinque anni si è assistito a un'accelerazione fortissima, pari al 59%.

Sono dati che fanno riflettere. Secondo l'Unione Nazionale Consumatori, "Il calo della spesa degli italiani per l'acqua minerale è il segno della crisi. Le famiglie sono state costrette a tagliare persino su un bene poco costoso e primario come l'acqua. Non si tratta, infatti, solo di un cambio di abitudini a favore dell'acqua del rubinetto, cosa che sarebbe positiva, ma della necessità di tagliare le spese, come dimostra il calo complessivo della voce bevande".

 

 

Un colabrodo. Infine, si deve rilevare l'importanza del dato della dispersione idrica, pari al 37,4%, ossia a 144 litri al giorno per ogni residente. Ancora l'Unione Nazionale Consumatori fa sapere che "si tratta di dati inaccettabili, specie considerato che le tariffe dell'acqua in questi ultimi anni sono aumentate a dismisura proprio con il pretesto di fare investimenti sulla rete. Non sono mai aumentate meno del doppio rispetto all'inflazione, eppure le nostre reti restano un colabrodo".

 

 

di RedazioneCondominioWeb.com