Allo studio tassa unica su casa e servizi. Ma costerà meno di Imu e Tares? Come funziona la "ICS"

Le famiglie italiane che speravano di vedere ridotto il peso delle imposte sulla casa dovranno metterci, almeno per ora, una croce sopra. Anzi, una ICS che in questo caso, oltre al segno grafico, rappresenta l’acronimo per Imposta Casa e Servizi.

 

Al di là della presunta comodità che deriva dall'accorpamento di tue tasse in una, ci sono e continuano ad esserci una serie di polemiche relative a questo nuovo tributo che dovrebbe, almeno nelle intenzioni del Governo, semplificare la vita agli italiani. Anche se, a sentire le associazioni di categoria, i vantaggi per i contribuenti saranno prossimi allo zero. Vediamo in dettaglio.

 

"E' ANTICOSTITUZIONALE"
Secondo Assoediliza si tratta di una tassa "iniqua e incostituzionale" perché fonde due imposte "diverse per natura, basi impositive e criterio di calcolo". E questo non fa altro che aumentare a dismisura il rischio di generare confusione e, soprattutto, di incorrere in sanzioni. La Tares, infatti, con le modifiche applicate dal Governo Monti, ha la doppia natura di tassa (pagata per finanziare un servizio di cui si fruisce, cioè la raccolta dei rifiuti) e un'imposta (perché serve a finanziare servizi per la collettività come l'illuminazione). Non basta: mentre l'Imu è pagata dal proprietario dell'immobile, la Tares è a carico dell'inquilino: se le due tasse venissero fuse, chi dovrebbe pagare?

 

AUMENTI SENZA FRENO
Paolo Buzzetti, presidente dell'Ance, l'ha ribadito ancora ieri: l'Imu, ha portato a un aumento del prelievo patrimoniale del 367%. La Tares, che - ma il condizionale è d'obbligo, vista la confusione - dovrebbe entrare in vigore nei prossimi mesi, potrebbe superare i 300 euro ad abitazione residenziale, con rincari medi tra il 20 e il 40%. Cambiando i criteri di conteggio, che prevedono un aumento lineare da 30 a 40 centesimi al metro quadro e un incremento della imposizione all'aumentare del numero di componenti del nucleo familiare (partendo dall'assunto che un maggior numero di persone produce una quantità maggiore di spazzatura), la differenza con le vecchie imposte Tia e Tarsu si farà sentire. Ci saranno picchi di incremento del 100% per alcune abitazioni, mentre gli immobili commerciali arriveranno a registrare un +370% per i bar e +550% per i ristoranti.

 

LA CIFRA COMPLESSIVA
Le intenzioni del Governo sono di produrre una tassa che sia d'importo inferiore alla somma algebrica tra Imu e Tares. Mediamente, l'importo complessivo dovrebbe ammontare a 520 euro, e nelle idee dell'esecutivo c'è la volontà di rendere il valore di ICS ben al di sotto di questa soglia. Ma anche in questo caso regna confusione: secondo le associazioni immobiliari, infatti, mentre l'Imu ha almeno il merito di essere progressiva (ovvero, maggiore è il valore dell'immobile, maggiore è la tassa che si paga su di esso), la Tares no, perché è applicata sull'estensione dell'immobile in oggetto: un monolocale in centro a Roma pagherà meno di un cento metri quadrati nella provincia friulana o catanese.

 

 

 

Fonte IlGhirlandaio.com