Animali domestici e condominio, una convivenza difficile

Già in un condominio la convivenza tra diverse famiglie è molto difficile e complicata, mettiamoci pure un cane che abbaia la notte o un gatto che sporca le scale e si è senza dubbio in presenza di una pericolosa miscela esplosiva che può degenerare in liti, offese, cause legali, ecc...

 

Proprio per evitare questo occorre un grande buonsenso, in primo luogo proprio dei proprietari dei nostri piccoli amici. Se si avesse l'intenzione di acquistare un appartamento per trasferirsi con il proprio animale sarebbe opportuno e consigliabile leggersi sempre prima il regolamento condominiale e informarsi bene sull'eventuale presenza di regole e limiti riguardanti gli animali domestici.

 

Perché se da un lato la legge considera un animale domestico come un bene mobile e quindi teoricamente nessuno può vietarvi di tenere in casa un gatto, un cane, un criceto come nessuno può vietarvi di possedere un televisore, una lavatrice, una radio, è altrettanto vero che sia gli animali che gli elettrodomestici prima menzionati non devono recare danni o fastidi a nessuno, pena la reazione e le contromisure di chi si sente danneggiato.

 

Quindi se un regolamento non può vietare ai condomini di possedere un animale domestico può però regolarne la civile convivenza con regole rigide e precise. Per esempio, può essere vietata la presenza di cani negli appartamenti per prevenire disturbi alla quiete condominiale. Se però una famiglia si porta il cane in casa e questo non abbaia e non dà noia proprio a nessuno, non è detto che in caso di ricorso al giudice, si dia ragione ai condomini che vogliono l'animale fuori dal palazzo.

 

In sostanza, al di là del valore dei vari regolamenti, solo il giudice può allontanare un animale dal condominio, e può farlo solamente dopo aver verificato che l'animale in questione crei davvero disturbo o disagio. I proprietari di animali domestici devono quindi stare molto attenti che la propria bestiolina non arrechi danni a persone o parti comuni del condominio.

 

Per coloro che invece, a causa del rumore o della sporcizia causati dall'animale domestico, si sentano disturbati il primo consiglio è di rivolgersi immediatamente all'amministratore del condominio. Questi, anche per iscritto, chiederà al diretto interessato il rispetto delle regole condominali. Attenzione però, perché di più l'amministratore non può fare, nel senso che non dispone di alcuno strumento di legge per imporre l'ordine. Se la situazione non si sblocca, dunque, non rimane che una sola strada, quella del tribunale.

 

L'azione può essere fatta sia da un singolo condomino che dall'amministratore, ma questo soltanto in seguito a una specifica delibera condominale. Per ultimo ricordarsi sempre che per la legge i problemi creati dagli animali sono ritenuti illeciti solo quando causano danno a persone di normale sopportazione, proprio come tutte le attività quotidiane potenzialmente fastidiose svolte dai condomini stessi: cucinare con fumi e odori, sbattere tappeti, innaffiare con stillicidio di acqua, ascoltare radio, tv, stereo e così via.

 

Quindi è inutile attaccare il vicino soltanto perché il suo gatto ogni tanto miagola e il suo cane ogni tanto abbaia poiché si rischia di passare dalla parte del torto, senza dimenticare che eventuali minacce e/o violenze nei confronti degli animali comportano direttamente denunce alla polizia. Buon senso e moderazione risultano quindi anche in questo caso, sia dalla legge che da importanti associazioni di consumatori, gli unici canali da seguire nella nostra quotidiana convivenza civile condominiale.

 

 

di Fabrizio Carrega fonte LaCivilta.it