Animali in condominio, cosa dice la nuova legge. Le principali regole

Ricordiamo come lo scorso novembre ha trovato approvazione la cosiddetta Riforma del condominio che ha di fatto, tra le altre cose, sancito il via libera all’ingresso degli animali domestici in condominio.

 

La riforma entrerà in vigore il prossimo 18 giugno 2013 e intanto l'articolo 138 del Codice civile, così come modificato dalla legge 220/2012, dispone che "le norme del regolamento condominiale non possono vietare di possedere o detenere animali domestici". Cerchiamo di fare chiarezza e capire quali regole siano alla base dell'accesso degli animali in condominio.

 

Il testo della riforma del condominio, così come ha recentemente trovato approvazione, interessava da vicino i cosiddetti "animali da compagnia". Recentemente i giudici di legittimità hanno riconosciuto "un vero e proprio diritto soggettivo all'animale da compagnia nell'ambito dell'attuale ordinamento giuridico" secondo un'interpretazione evolutiva e orientata dalle norme vigenti, che "impone di ritenere che l'animale non possa essere più collocato nell'area semantica concettuale delle cose" ma "deve essere riconosciuto come essere senziente".


Ad affermare ciò è stata in particolare la Cassazione che, con il decreto 13 marzo 2013, ha voluto richiamare l'attenzione su tali principi spiegando come a suo parere "il gatto, come anche il cane, devono essere considerati come membro della famiglia e per tali motivi vanno collocati presso il coniuge separato con regolamento di spese analogo a quello del figlio minore".


Detto questo, cerchiamo di capire quali siano le regole che stanno alla base di un possibile accesso degli animali nel condominio. Innanzitutto è buona norma rispettare le disposizioni, seppure datate, contenute nell'ordinanza del ministero della Salute, entrata in vigore il 23 marzo 2009, che prevede l'obbligo per i proprietari dell'animale di mantenere pulita l'area di passeggio, di utilizzare il guinzaglio in ogni luogo e - nel caso di animali aggressivi - di applicare la museruola.

 

E' ovvio che, in caso di danni o lesioni a cose o persone, l'ex articolo 2052 del Codice civile prevede la responsabilità civile e penale dei proprietari. Tra le altre regole ne segnaliamo alcune, a nostro avviso, tra le più importanti:

 

  • è vietato per i padroni di lasciar liberi gli animali negli spazi comuni senza le dovute cautele sopra indicate;
  • i proprietari degli animali debbono comportarsi in modo tale da non ledere o nuocere alla quiete e all'igiene degli altri conviventi dello stabile;
  • il condominio e tutti i condomini in esso presenti, in caso di rumori molesti o di odori sgradevoli, possono richiedere l'allontanamento dell'animale dall'abitazione in base all'articolo 700 del Codice di procedura civile;
  • nel caso di immissioni rumorose è possibile ipotizzare, purché ne sussistano le condizioni, il reato di "disturbo del riposto delle persone";
  • gli animali non possono essere abbandonati per lungo tempo sul balcone o nelle abitazioni perché si potrebbe ipotizzare il reato di "omessa custodia" (articolo 672 del Codice penale).

 

 

Fonte VostriSoldi.it