Bollo sui c/c condominiali: persone fisiche o giuridiche?

Secondo le Entrate un condominio non è qualificabile come "persona fisica", ma Anaci non ci sta

 

La questione dell'applicazione dell'imposta di bollo sui conti correnti condominiali è di recente tornata in primo piano, a seguito di un'interpretazione data dall'Amministrazione finanziaria la quale ha assimilati il conto corrente condominiale a un conto corrente aziendale, con la conseguenza che i condomini pagano imposte di bollo maggiori rispetto a quelle delle persone fisiche. Non solo: il disconoscimento della qualifica di persona fisica al condominio consente anche al sistema bancario di applicare commissioni sullo scoperto di conto corrente che, invece, non dovrebbero essere applicate.

 

Secondo l'Anaci (Associazione nazionale amministratori immobiliari e condominiali), entrambe le condotto sarebbero palesemente illegittime in quanto in contrasto con la giurisprudenza che da sempre considera i condomìni come "consumatori", equiparandoli pienamente alle persone fisiche. L'Agenzia delle Entrate, al contrario, ha fornito una sua interpretazione che sembra stare sul polo opposto rispetto a quella della giurisprudenza: "L'imposta di bollo sui c/c bancari condominiali è di 100 euro, dato che gli intestatari non vengono qualificati come ‘persona fisica'. I condomini, quindi, possono essere equiparati a persone giuridiche, nonostante la giurisprudenza di legittimità si sia espressa in senso contrario".


"Si tratta di un problema che Anaci ha sollevato nei confronti dell'Associazione bancaria italiana ben prima della recente introduzione dell'obbligatorietà del conto corrente condominiale," afferma in una nota Pietro Membri, presidente dell'associazione. "La nostra associazione si è rivolta ad Abi sperando di trovare una ‘sponda' perché riteniamo tali condotte gravemente lesive dei diritti dei condomini".

 

 

 

Fonte QuotidianoCasa.it