Case all'estero: Ivie ed interrogativi di Contorno

Sulle case all'estero degli italiani, la "ricevuta fiscale" del governo si presenta salata quanto problematica.

 

La nuova Ivie (imposta sul valore degli immobili situati all'estero), pari allo 0,76% del valore dell'immobile, si deve infatti pagare già per il 2011 e probabilmente per l'intero anno anche se è stata istituita solo a dicembre.

 

Per evitare il fenomeno della doppia imposizione, però, la legge riconosce al contribuente la deduzione di un credito d'imposta pari all'ammontare dell'eventuale "patrimoniale" versata nello Stato in cui è l'immobile.

 

Un incrocio di conteggi che, almeno per quanto riguarda i Paesi che il fisco cataloga come a più elevata frequenza di acquisto di immobili - Francia, Svizzera, Gran Bretagna e Spagna - lascia scoperta a favore dell'erario italiano un buona fetta del totale a carico del proprietari: da un quinto a oltre la metà.

 


La manovra Monti, poi, ha come riferimento gli immobili situati all'estero, di qualunque natura e destinazione, dei quali i residenti in Italia abbiano il diritto di «proprietà» o un altro «diritto reale».

 

E uno dei principali dubbi aperti (e sui quali ci sarà bisogno di ampie spiegazioni da parte del fisco italiano) è proprio quella di trasporre questi concetti al di fuori dei confini italiani, in quanto spesso non sono sovrapponibili ad analoghe situazioni regolamentate da altri ordinamenti.

 

Infine c'è un problema anche più generale: l'Ivie va pagata dalla persone fisiche.
Ma non solo dagli italiani con immobili all'estero quanto da tutti i «residenti» nel territorio italiano.

 

Il che significa che il tributo è a carico anche dei cittadini stranieri residenti in Italia e che - per esempio - abbiano casa nel loro Paese: tanto il tedesco che risieda in Italia, quanto l'extracomunitario che abbia il permesso o la carta di soggiorno.

 


E questo anche a prescindere da ogni discorso sulla difficoltà per il fisco italiano di accertare le proprietà oltrefrontiera, sia degli italiani che degli stranieri residenti in Italia.

 

 

di Carlo Cazzaniga fonte 100Casa.it