Case Vacanza: Sì alla detrazione dell' IVA

Iva detraibile sulle case vacanza. L'Agenzia delle Entrate ha disposto, attraverso la risoluzione 18/E dello scorso 22 febbraio, l'ok alle detrazioni per l'acquisto e la ristrutturazione degli immobili usati per attività turistiche.

 

E' il caso, ad esempio, delle case vacanza e delle camere affittate nelle mete turistiche.


Questa novità si basa sul fatto che gli immobili abitativi usati in ambito ricettivo e che prevedono la prestazione di servizi imponibili ad Iva, sono da considerare a tutti gli effetti "fabbricati strumentali per natura" (e non abitazioni), al di là della classificazione catastale. Ricordiamo che vengono definiti strumentali per natura gli immobili usati in modo duraturo nel processo produttivo di un'impresa e che non possono avere un utilizzo diverso senza una trasformazione radicale.

 

La detrazione dell'Iva è dunque possibile nel caso di immobili abitativi con destinazione turistico-alberghiera a carattere imprenditoriale, dal momento che, come detto, contemplano l'effettuazione di servizi imponibili ad Iva con un'aliquota del 10%.

 

Motivo per cui, le spese di acquisto o di manutenzione degli immobili in questione possono essere detratte, non risentendo, come si legge nella risoluzione, dell'indetraibilità prevista invece per legge dal D.P.R. 26 ottore 1972, n.633 all'art. 19-bis1, lett i). Si tratta dunque di una vera e propria deroga a questa norma che, in generale, preclude la detrazione dell'Iva in relazione all'acquisto e alla ristrutturazione di fabbricati abitativi, che risultino tali presso il catasto, al di là del loro effettivo utilizzo.

 

Tenendo conto dei principi citati in precedenza, precisa la risoluzione, biosgna però verificare praticamente se l'immobile abitativo, nel momento in cui si eseguono i lavori di ristrutturazione o manutenzione, "sia già effettivamente utilizzato per lo svolgimento di attività ricettiva, o se a tale scopo è inequivocabilmente destinato".