Collettori in Condominio

Posso installare un sistema a collettori dovendo riqualificare un impianto di riscaldamento tradizionale in un appartamento sito in condominio con impianto centralizzato?

 

Nel caso di riqualificazione di appartamenti in edifici plurifami- liari è spesso difficile stabilire le condizioni del sistema idrotermosanitario. È normale trovare tubazioni realizzate con materiali vetusti, come piombo o rame, oppure si scoprono problemi nel sistema distributivo solo dopo aver effettuato le prime demolizioni, soprattutto se i rilievi si svolgono in periodi dell'anno in cui l'impianto è spento e non è possibile utilizzare le analisi termografiche per individuare le zone di passaggio dei tubi o le eventuali perdite.

 

A ciò si deve aggiungere la necessità di modificare la disposizione degli elementi per ragioni di progetto, scoprendo poi che non sempre le pendenze o condizioni murarie consentono di realizzare quanto ipotizzato. Una serie di problemi che spesso rendono necessaria una trasformazione radicale del sistema di distribuzione.

 

 

Un impianto a collettori, anche di dimensioni limitate (6-8 vie, divise anche in due collettori, a seconda del numero di colonne montanti) permette di collocare più liberamente sia gli elementi idrosanitari, sia i corpi riscaldanti, negli ambienti a progetto. Da questo punto di vista è interessante la possibilità di avere una gestione indipendente degli ambienti, e un uso più efficace della contabilizzazione del calore. Infatti, la contabilizzazione può essere implementata non direttamente sui terminali ma in prossimità del collettore, in una sede progettabile con accuratezza, in modo da garantire facilità di accesso e manutenzione. In questo modo è possibile ipotizzare un sistema di gestione attiva degli ambienti, anche in caso di impianti centralizzati o di teleriscaldamento di vecchia generazione.

 

Infine, la sostituzione delle tubazioni, necessaria nel caso di installazione di impianto a collettori, consente di utilizzare tubi e giunti isolati e ridurre significativamente il numero di giunzioni e relative perdite all'interno dell'impianto.

 

dell'arch. M.Sc. Davide Gigli fonte CasaeClima.com