Condensa, muffe, umidità e infiltrazioni, riconoscerle per capire che cosa fare

L'appartamento presenta condensa, muffe, umidità e infiltrazioni? Ecco cosa fare

 

Sovente si parla in relazione alle unità immobiliari di presenza di condensa, umidità, muffe e infiltrazioni.

Come definirle – anche in relazione alle cause – e come distinguere le manifestazioni esteriori di questi fenomeni diviene di fondamentale importanza per comprendere se e quando è possibile reclamare contro qualcuno, piuttosto che mutare atteggiamento per evitare la continua presenza.

Partiamo dalla definizione di condensa: essa è il risultato della condensazione, ossia del “passaggio di una sostanza dallo stato di vapore allo stato liquido, che si realizza per compressione o per raffreddamento” (Fonte: Treccani).

 

 

 

 

La condensa si forma solitamente nei punti di una stanza e quindi di una casa che hanno una temperatura più bassa rispetto all'intero ambiente nel quali si manifesta.

Classica la formazione di condensa sui vetri delle cucine o nei bagni a seguito dell'uso di acqua calda, ecc. comunque in ambienti particolarmente caldi. Quando si forma della condensa, quindi, molto spesso il problema risiede nel comportamenti di chi abita quella casa.

Non sempre è così; in alcuni casi la condensa si forma in ragione della qualità costruttiva: si pensi ad errata posa in opera degli isolanti più in generale ad una cattiva coibentazione degli ambienti ed in generale ad ogni difetto nella costruzione che può avere come conseguenza la formazione della condensa.

Una delle conseguenze della condensa sono le muffe, ossia dei funghi che specie se presenti in grande quantità possono portare a problemi di salubrità degli ambienti nelle quali proliferano, comportando altresì – in casi di presenza estesa – conseguenze per l'apparato respiratorio umano.

Per comprendere, quindi, se la condensa e le eventuali successive muffe siano conseguenza di un proprio errato comportamento, oppure di un difetto costruttivo è fondamentale comprenderne le cause, partendo da norme comportamentali minime che consigliano la periodica e costante areazione dei locali, ecc.

 

 

 

 

Qualora il problema fosse individuato in problematiche costruttive l'attenzione andrebbe rivolta verso il costruttore ove fosse possibile agire in garanzia o per gravi difetti oppure contro il proprietario dell'immobile o il condominio se la problematica fosse individuata principalmente nelle parti comuni.

La presenza eccezionale di condensa e muffe può portare al recesso dal contratto di locazione per gravi motivi.

L'umidità è definita come “la presenza nell'atmosfera di una quantità più o meno alta di vapore acqueo” (Fonte: Treccani). Chiaramente si può parlare di umidità anche con riferimento ad un ambiente chiuso, quale per l'appunto un'abitazione.

È evidente la connessione tra umidità, condensa e muffe. In un ambiente umido è molto probabile la formazione di condense e nel caso di presenza prolungata anche di muffe.

Rispetto all'umidità, quindi, vale quanto detto in relazione alla condensa: prima di “puntare il dito” contro qualcuno è necessario comprendere le cause della presenza di umidità.

Quanto alle infiltrazioni, sono le uniche rispetto alle quali si può essere certi della provenienza estranea all'ambiente nel quale si manifestano.

L'infiltrazione, infatti, è la conseguenza di un fenomeno che si verifica in un altro ambiente o impianto a causa di carenza d'impermeabilizzazione o comunque di rotture di tubature, ecc.

Non è detto che l'altro ambiente sia di proprietà altrui. Solamente quando è così, allora sarà possibile domandare i danni al proprietario della cosa dalla quale provengono.

 

 

 

 

 

dell'Avv Alessandro Gallucci Fonte  condominioweb.com