Condominio, amministratori in prima linea nella realizzazione dell'anagrafe condominiale

Nel registro dell'anagrafe condominiale gli amministratori dovranno indicare gli estremi dei titolari dei diritti reali e di diritti personali di godimento.

 

Dal 18 giugno 2013 l'amministratore ha il dovere di confezionare, curare e conservare ben quattro registri, condominiali, sotto pena di essere revocato. Ma non è solo un impegno in più: la regolarità formale della gestione esige qualche cura ma consente anche di dare corpo a materiale prezioso per dimostrare quando e come siano state apprestate cautele e siano stati espletati adempimenti, anche in caso di contenzioso.

 

Poche regole, quanto all'impostazione. Nel registro deve essere indicata la data di inizio e sarà cosa buona segnare quella finale. Chi lo esamina deve poter conoscere il numero progressivo della pagina che sta consultando e ogni annotazione deve avere un numero progressivo.
Ogni amministratore potrà eseguire varie tecniche di compilazione, purché i dati siano chiari e annotati tempestivamente. Non possono esserci cancellature o abrasioni, quindi il classico metodo di incorniciare le parole, lasciandole leggibili, e annotando il dato giusto nei pressi, appare del tutto opportuno. Alcune considerazioni particolari sono richieste dal registro di anagrafe, che di tutti è certamente il più nuovo.

 

Il legislatore ha inserito la previsione di dati spuri, che esulano dal campo della vera e propria anagrafica, ed ha chiesto che vi siano inserite note sulle condizioni di sicurezza, probabilmente relative anche alle unità immobiliari. L'amministratore, però, è chiamato ad annotare nel registro soltanto le circostanze che gli siano note in virtù di gestione diligente ed avveduta. In concreto, l'amministratore non potrà far finta di non avere riscontrato circostanze potenzialmente pericolose o dannose, rilevabili in virtù della analisi del professionista, ma non è neppure chiamato ad effettuare indagini esplorative e non suggerite da apprezzabili esigenze di cautela.

 

Venendo all'effettiva sezione di anagrafe, si ricorda che il registro deve contenere i dati completi dei titolari dei diritti reali e di diritti personali di godimento: nome cognome, ragione sociale, nascita, residenza, codice fiscale, ed inoltre dati catastali degli immobili. Si dovranno quindi segnare anche i dati degli usufruttuari e degli inquilini, ricordandosi che la legge non obbliga il condomino a trasmettere copia del contratto e richiede la semplice comunicazione dei dati dell'inquilino. L'amministratore potrà compilare il registro con i dati che gli risultino, ma farà molto meglio se si rivolgerà ai condomini chiedendo chiara comunicazione.

 

In queste settimane gli amministratori hanno già iniziato ad inviare dei questionari, che i condomini faranno bene a completare, magari anche allegandovi qualche documento come la copia della nota di trascrizione o le visure catastali. In difetto di risposta entro sessanta giorni, l'amministratore potrà disporre indagini volte ad acquisire i dati che difettino, addebitando le spese al responsabile e quindi al condomino che non abbia risposto al questionario.

 

Ancora due avvertenze: anzitutto, i condomini ricorderanno di essere legati al pagamento delle spese sino a che non inviino la copia del rogito di vendita (articolo 63 delle Disposizioni di attuazione del Codice civile.). In secondo luogo, però, gli amministratori ricorderanno la complessità della documentazione di sicurezza dei moderni impianti tecnologici e le variegate esigenze del suo aggiornamento. L'amministratore che non abbia alta competenza e preparazione specifica eviterà quindi il fai da te e si avvarrà di professionisti qualificati, che esaminino i documenti eventualmente trasmessi dai condomini e riferiscano sulla loro completezza e regolarità, evitando che misure di cautela si trasformino in fonti di nuove responsabilità.

 

 

 

Fonte BusinessVox.it