Condominio senza amministratore: norme e regole

Si va incontro a delle sanzioni? Quali sono le norme che regolano la presenza o meno di un amministratore all’interno di un condominio o di uno stabile abitato?

 

Prima di rispondere a queste domande - che sono, peraltro, anche abbastanza comuni - è importante dare una breve spiegazione di quello che è il ruolo di un amministratore di condominio: la sua presenza è molto importante, in quanto l'amministratore di condominio rappresenta l'organo esecutivo del condominio, il quale ha il compito di gestire tutte le situazioni - burocratiche, legali e quant'altro - che coinvolgono i condomini.

 

Inoltre, la recente normativa ha stabilito che l'amministratore, che durerà in carica due anni al posto di uno, debba adempiere per legge agli obblighi fiscali, e debba rispondere a specifici requisiti professionali fino ad ora non richiesti.

Secondo il primo comma dell'art. 1129 c.c., l'esigenza di nominare un amministratore di condominio nasce quando i condomini che compongono il condominio sono più di quattro: in tal caso, il superamento della soglia numerica di condomini che abitano un edificio e che sono quindi presenti in uno stabile, indica la necessità di nominare un amministratore in quanto, secondo la legge, non sussiste più la facoltà di "autogestione" dei condomini.

 

La legge infatti stabilisce che "quando i condomini sono più di quattro, l'assemblea nomina un amministratore." Cosa succede, quindi, se l'assemblea non nomina un amministratore? Si va incontro a sanzioni?


Il dato di fatto è che, in tal caso, spetta all'autorità giudiziaria nominare l'organo esecutivo del condominio: uno o più condomini possono quindi chiedere al Tribunale del luogo in cui è ubicato l'immobile di nominare l'amministratore di condominio che avrà il compito di "gestire" lo stabile.

 

Non sembra tuttavia sussistere una sanzione comprovata riguardo la mancata nomina dell'amministratore di condominio: esistono infatti molti stabili e parecchi condomini che rimangono, per anni, "scoperti" dalla presenza dell'amministratore, ed in cui gli stessi abitanti dello stabile si autogestiscono risolvendo in armonia ed in autonomia le eventuali problematiche del condominio.

 

In ogni caso, però, è sempre meglio avvalersi della presenza di un professionista che sappia gestire la parte contabile; eseguire le deliberazioni dell'assemblea dei condomini; curare l'osservanza del regolamento di condominio; riscuotere i contributi; erogare le spese occorrenti per la manutenzione ordinaria delle parti comuni dell'edificio, e che risponda a tutti i requisiti per svolgere questa professione.

 

 

Fonte BeneCasa.it