Costi per l'anagrafe condominiale, come contestarli?

Nel rendiconto per la gestione dello scorso anno mi sono trovato una spesa personale di 15,00 euro per l'anagrafe condominiale.

 

Ho controllato le carte, magari avevo dimenticato qualche cosa, ma ho spedito tutto all'amministratore quando mi è stato richiesto e da quel momento non è intervenuta nessuna variazione. Preciso che il modulo lo consegnai in studio e che sulla mia copia c'è timbro e firma per ricevuta.


Ho chiamato l'amministratore per farmi spiegare il motivo e lui mi ha detto che si tratta del costo di tenuta annuale, in pratica il compenso per condomino che lui chiede per fare una cosa che gli impone la legge! Infatti, poi, ho notato che ognuno di noi ha questo costo! Non so se per gli altri ci sono motivi di contestazione, ma per me sì io non ho cambiato nulla! Allora ho guardato il preventivo e quella spesa era stata inserita come voce autonoma - "costo tenuta ed aggiornamento dell'anagrafe condominiale", recita il preventivo - oltre al costo mensile di € 4,00 ad unità immobiliare. Non è una questione di soldi, ma di principio, che cosa posso fare per contestarla?

 


Due le cose di cui tenere conto:
a) compenso richiesto all'inizio dell'anno e variazione alla fine del periodo di gestione;
b) costi di tenuta dell'anagrafe condominiale Anagrafe condominiale a cambio inquilino, è necessario comunicarlo?.

 

All'accettazione della nomina e ad ogni suo rinnovo, l'amministratore deve specificare ai condòmini il compenso analitico per la propria attività; l'art. 1129, quattordicesimo comma, c.c. dice che deve farlo a pena di nullità della delibera.

 

In tema di tenuta dell'anagrafe condominiale, va detto che tale adempimento rientra tra quelli ordinari che l'amministratore deve eseguire. È vero che la mancata collaborazione dei condòmini può comportare l'addebito delle spese per le ricerche, ma su queste spese bisogna precisare che:
a) se non è prevista all'inizio dell'anno alcuna voce di compenso Il compenso dell'amministratore per l'assemblea straordinaria, per spese debbono intendersi i costi vivi sostenuti per il reperimento delle informazioni;
b) in assenza di novità non si può domandare alcuna somma a fine anno a meno che per la tenuta dell'anagrafe condominiale non sia previsto una specifica voce di compenso.

 

Quello che ha fatto l'amministratore del nostro lettore, quindi, è regolare in quanto al momento dell'accettazione dell'incarico gli si è accordato un compenso che, giustamente, a fine anno egli pretende. Come si suole dire, c'è un però, ossia le modalità di ripartizione della spesa. Il compenso dell'amministratore, infatti, dev'essere ripartito tra i condòmini in ragione dei millesimi di proprietà in quanto si tratta di un costo per un servizio reso nell'interesse comune (art. 1123, terzo comma, c.c.). La ripartizione in parti uguali è consentita solamente nel caso di accordo in tal senso sottoscritto da tutti i condòmini.


In sede di assemblea, pertanto, si potrà contestare questo fatto chiedendo la modificazione del criterio utilizzato per suddividere quella spesa. Quella dell'anagrafe è una delle tante voci di compenso che, se non adeguatamente verificare, rischiano di far aumentare il compenso dell'amministratore all'apparenza concorrenziale.

 

 

 

 

dell'Avv Alessandro Gallucci Fonte Condominioweb.com