Deleghe di voto e poteri del delegato

Tutto ciò che si deve sapere in merito....


Ogni condomino può farsi rappresentare all'assemblea senza che tale diritto trovi limitazioni. Pertanto chicchessia, anche un estraneo al condominio e anche l'amministratore, può essere portatore di deleghe, così come infinito può essere il numero delle deleghe conferite a un'unica persona.

La giurisprudenza ammette che il regolamento contrattuale possa disciplinare l'istituto delle deleghe, sia limitando il numero di quelle di cui uno può essere portatore, sia vietando a qualcuno di esserne delegato. La stessa cosa non è possibile se si tratta di un regolamento approvato a semplice maggioranza (assembleare).Il delegato però non può delegare a sua volta ad altri, a meno che non sia autorizzato da chi ha dato la delega, perché il rapporto tra delegante e delegato è fiduciario e personale.

 

Per quanto attiene al condominio, il delegato rappresenta in toto il condomino che gli ha dato la delega, perfino se quest'ultimo gli ha comunicato i limiti del suo mandato, o come votare su determinati punti all'ordine del giorno. In tal caso il condomino delegante potrà lamentarsi per l'operato del delegato, anche citandolo in giudizio perchè ha votato in modo differente alle sue istruzioni, ma il rapporto si estingue tra i due, e non coinvolge la validità delle decisioni prese in assemblea. Se un condomino è delegato da più persone, può votare sullo stesso punto all'ordine del giorno diversamente a seconda delle istruzioni date da ciascuna di esse.

 

Un condomino però non può incaricare più di una persona, neanche se a ciascuno dei delegati è attribuito un mandato per un appartamento diverso. E pertanto illegittimo il comportamento di molti costruttori-venditori che danno delega per rappresentarli in assemblea a tutti coloro che non sono ancora proprietari di un appartamento, ma hanno solo firmato un compromesso di acquisto. Infatti a contare nelle votazioni non è solo il numero di millesimi posseduti, ma anche il numero di condomini presenti, secondo il principio che a ognuno spetta un voto. Se un condomino è rappresentato da più di una persona (ciascuna delle quali potrebbe votare diversamente), tale principio perderebbe di senso.

 

Il delegato può votare solo sugli argomenti iscritti all'ordine del giorno, perché altrimenti uscirebbe dai limiti del mandato ricevuto. Se vota su un argomento estraneo, il suo assenso o dissenso può essere annullato dal condomino delegante, con un'espressione di volontà.

 

La delega scritta non è obbligatoria se non in casi eccezionali, ma rimane consigliabile, per evitare contestazioni. La delega verbale e quella telefonica sono quindi possibili (Cassazione, 27 marzo 1998, n. 3251). Secondo una vecchia sentenza della Cassazione (20 novembre 1939, n. 3406) il mandato della moglie intestataria può ritenersi presunto al marito, se questi ha partecipato, nell'interesse della moglie, a tutte le assemblee di condominio.

 

Sovente il presidente dell'assemblea verifica personalmente con una telefonata se le deleghe verbali sono vere. Non ci pare però esistano responsabilità penali a carico del presidente che non abbia provveduto alla verifica della delega del condomino - scritta o orale - salva l'ipotesi in cui egli abbia avuto la certezza della sussistenza di un falso e, ciò nonostante, ne abbia fatto dolosamente uso per orientare in un certo senso le decisioni.