Delibere condominiali bocciate: possibile riproporle nell'assemblea successiva?

Annullamento di delibere, sostituzione di delibere, effetti sulle decisioni future.

 

Partiamo da questi aspetti per chiarire la vicenda e quindi dare risposta al quesito del nostro lettore. Nel caso che ci hanno esposto si parla di annullamento di delibera, non è chiaro se s'intende fare riferimento ad una decisione giudiziale o ad una semplice sostituzione di delibera da parte dell'assemblea. Ai fini pratici poco cambia. Con l'annullamento della delibera, l'Autorità Giudiziaria toglie efficacia (vincolante) ad una decisione assembleare accogliendo le contestazioni sui vizi evidenziati dagli attori.
Contestare una delibera perché uno dei condòmini non è stato convocato, oppure perché non s'erano raggiunti i quorum deliberativi all'uopo necessari, insomma chiederne l'invalidazione per vizi di forma è cosa differente dal chiedere la nullità, ad esempio, per incompetenza.

 


Nel primo caso l'Autorità Giudiziaria non farà altro che dire che l'assemblea è stata tenuta irregolarmente, senza pronunciarsi sul contenuto della decisione.
Nella seconda ipotesi i giudici entreranno nel merito della vicenda specificando se l'assemblea poteva, oppure no, assumere quella decisione. Solamente in questa seconda ipotesi l'assise non potrà più deliberare sul medesimo argomento.

 


Nel caso di delibere invalidate per vizi di forma, invece, i condòmini potranno sempre tornare sull'argomento, stando attenti al rispetto delle giuste procedure.
Nel caso di sostituzione di delibera che si sostanzi nell'annullamento della precedente decisione assembleare (es. sostituzione di una delibera di esecuzione lavori con una che semplicemente annulla quella statuizione), non esistono limiti di alcun genere.

 


La sostituzione di delibera è sostanzialmente una sorta di cambio d'idea ed anzi se si cambia idea supponendo che la prima decisione sia nulla, la seconda delibera potrebbe essere oggetto di contestazione per ottenere una reviviscenza degli effetti della prima. Esempio: l'assemblea prima delibera correttamente lavori di manutenzione e poi li pone nel nulla affermando che quei lavori non possono essere deliberati non riguardano parti comuni. In tal caso la seconda deliberazione potrebbe essere impugnata per ottenerne l'invalidazione e quindi l'efficacia della prima.

 


In tutti queste ipotesi, salvo una, l'assemblea può sempre tornare sull'argomento oggetto di contestazione senza limiti di tempo, cioè anche un giorno dopo l'annullamento o la sostituzione, eccezion fatta nell'ipotesi di previsione del regolamento condominiale che stabilisca uno spazio temporale tra deliberazioni sul medesimo argomento.
L'unica eccezione, accennata appena sopra, riguarda l'ipotesi di deliberazione su argomento che l'Autorità Giudiziaria ha considerato fuori dalla competenza dell'assemblea. In tal caso l'assise non può tornare su quella questione perché non ha poteri in merito ad essa.

 

 

 

dell'Avv Alessandro Gallucci Fonte condominioweb.com