Gas per climatizzatori

Le macchine di climatizzazione invernale ed estiva molto più efficienti rispetto a quelle disponibili negli anni passati, influenzano la classe energetica degli edifici.

 

Grazie all'evoluzione tecnologica le pompe di calore sono macchine per la climatizzazione invernale ed estiva molto più efficienti rispetto a quelle disponibili negli anni passati. L'evoluzione tecnologica ha prestato sempre più attenzioni anche al rispetto dell'ambiente ed uno dei gas refrigeranti più diffusi per la climatizzazione, l'R-22, verrà presto vietato in Europa. Molte case produttrici hanno sviluppato soluzioni, grazie alle quali, sarà possibile continuare ad utilizzare le tubazioni esistenti degli impianti di climatizzazione, utilizzate finora con il refrigerante R-22 o con il più vecchio R-407C.

 

L'R-22 è un idroclorofluorocarburo (HCFC) che quando viene rilasciato nell'aria è decomposto dai raggi solari con la conseguente decomposizione e rilascio di cloro nell'atmosfera. Il cloro a sua volta reagendo con l'ozono ne riduce lo strato. In tal modo i raggi ultravioletti nocivi raggiungono la superficie terrestre costituendo un pericolo per l'ambiente e la salute. La comunità internazionale con il Protocollo di Montreal ha designato l'eliminazione graduale entro il 2030 delle sostanze dannose per l'ozono tra cui l'R-22. L'Unione Europea vieterà l'utilizzo del gas R-22 dal 2015.

 

HCFC aggravano buco ozonoLe macchine contenente tale gas, dal 2010 possono essere manutenute utilizzando del gas R-22 riciclato o recuperato, ciò varrà fino al 1 gennaio 2015. Il gas R-22 riciclato o recuperato è ottenuto grazie ad un processo di pulizia effettuato da società specializzate, processo successivo alla procedura eseguita dagli installatori per il recupero.

 

Da un punto di vista pratico essendo contenuta la quantità di gas recuperato durante le operazioni di manutenzione, si prevede una disponibilità limitata dell'R 22 purificato nei prossimi anni con il conseguente aumento dei tempi e dei costi per le manutenzioni.

 

Queste ultime nella maggior parte dei casi sono legate proprio a micro lesioni nei circuiti frigorigeni che comportano piccole perdite del gas.

 

 

Gas frigorigeni e classificazione energetica edifici

Aquistando una nuova macchina di climatizzazione è opportuno verificare la tipologia di gas frigorigeno che deve essere del tipo R410. All'utilizzo del'R 410 rispetto all'R 22, non più presente nelle nuove macchine di climatizzazione dal 2004, conseguono importanti vantaggi otre alla non nocività per l'atmosfera: una notevole riduzione dei consumi ed un incremento notevole dei fattori EER (Energy Efficiency Ratio) e COP (Coefficient of Performance). L'incremento di tali fattori contribuisce a migliorare anche la classe energetica dell'edificio nel quale sono installate le macchine di climatizzazione.

 

La classificazione energetica degli edifici fa parte dei programmi europei riguardanti i cambiamenti climatici, con l'obiettivo principale di ridurre le emissioni di anidride carbonica in ambiente. Una maggiore consapevolezza dei consumatori delle problematiche sull'inquinamento consentirà di fare scelte ed acquisti economicamente ed ecologicamente vantaggiosi.

 

Come noto la classificazione energetica di una macchina di climatizzazione fornisce informazioni sul consumo energetico. Le unità con capacità di raffreddamento fino ai 12 kW (potenza necessaria mediamente per un appartamento di circa 100 metri quadrati) vengono classificate, in base al consumo di energia, in classi dalla A alla lettera G, ad ogni lettera è associato un codice corrispondente.

 

La massima efficienza è quella corrispondente alla classe A, o i livelli successivi A+ associati al colore verde. La classe G identificata con il colore rosso è quella peggiore in termini di efficienza. Nell'etichetta energetica sono inoltre indicate il nome ed il logo del costruttore, i consumi energetici annuali ed il tipo di macchina, essa può essere una unità interna od una unità esterna.

 

Il consumo energetico su base annua può essere calcolato moltiplicando la potenza assorbita totale per un valore medio di 500 ore / anno di funzionamento a pieno carico, sia per il raffrescamento che per il riscaldamento. Similmente il costo corrispondente al consumo energetico annuale può essere calcolato moltiplicando il dato precedente per la tariffa elettrica dell'utente.

 

 

 

dell' Ing. Vincenzo Granato fonte LavoriinCasa.it