I danni esistenziali da Ristrutturazioni Rumorose sono Tutti da Dimostrare

Sentenza n. 17427 del 19 agosto 2011

 

Se i vicini disturbano la quiete familiare con dei rumori molesti non può essere richiesto automaticamente il risarcimento danni per la perdita della tranquillità. La Cassazione, con la sentenza n. 17427 del 19 agosto 2011 ha stabilito il seguente principio: "al di fuori dei casi determinati dalla legge, solo la lesione di un diritto inviolabile della persona concretamente individuato è fonte di responsabilità risarcitoria non patrimoniale".


Il caso era scaturito dal fatto che i vicini esasperati dai rumori che si sono protratti per mesi, hanno deciso di fare causa alla coppia, chiedendo oltre ai danni patrimoniali anche quelli morali, biologici ed esistenziali. I lunghi lavori di ristrutturazione avevano inoltre anche danneggiato anche degli spazi comuni del condominio, oltre a mettere a dura prova la serenità degli inquilini.


In primo grado il Tribunale di Milano aveva accolto la richiesta di risarcimento sia sul piano patrimoniale che morale. Tale decisione è stata anche confermata anche dalla Corte d'Appello. La Corte di Cassazione però ha ribaltato la decisione ed ha espresso un parere completamente diverso. Per i giudici di legittimità i danni "immaginari" in cui rientrano disagi, fastidi, ansie e ogni altro tipo d'insoddisfazione che riguarda la vita quotidiana, non possono essere risarciti se non vengono adeguatamente provati.


Nel caso di specie i condomini non potevano ottenere un risarcimento solo perché avevano dovuto subire dei fastidiosi rumori, in quanto le sofferenze che sono derivate dai disagi causati dai lavori di ristrutturazione dovevano essere comprovate.