Il condominio un fenomeno tutto italiano

L’Italia dell’immobiliare ha due primati: uno che stabilisce che l’Italia è uno dei primi Paesi al Mondo per la diffusione della proprietà condominiale e l’altro che oltre il 60 per cento degli Italiani vive in condominio. Sono circa 14 milioni gli abitanti nei condomini con un nucleo familiare medio di 4 persone.

 

"Come già affermato dall'amico dott. Bellini , in Italia la gran parte della popolazione vive in condominio si calcola che quasi l'85% delle famiglie italiane vivano in condomino e poiché i nuclei familiari sono costituiti da circa 2,5 persone quasi 52 milioni di italiani vivono in condominio, queste percentuali hanno subito un notevole incremento negli ultimi anni a seguito delle dismissioni del patrimonio immobiliare pubblico, il che ha contribuito ad evidenziare le problematiche condominiali ma sostanzialmente non ha determinato cambiamenti nel modo di vivere in quanto le stesse persone occupano gli stessi appartamenti oggi da condomini ieri da inquilini.

 

 

Questo mutamento di condizione ha portato una accentuazione della litigiosità nel condominio per vari motivi che cerco di illustrare brevemente: è venuta a mancare l'autorità costituita e tacitamente riconosciuta del proprietario (ENTE) che dettava le regole di convivenza all'interno degli immobili.

 

 

Gli occupanti da inquilini erano abituati a richiedere ed ottenere al proprietario interventi di miglioramento senza aggravi di spese che oggi da condomini debbono pagare.

 

I nuovi proprietari si sono impegnati economicamente per acquistare gli immobili e specie in periodo di crisi hanno difficoltà ad affrontare spese condominiali straordinarie spesso dovute ad adeguamenti legislativi vedi certificazioni energetiche, di sicurezza ed altre con gli interventi conseguenti.

 

 

Stante questa situazione contingente e localizzata nei grandi centri, rimane il fatto della enorme mole di litigiosità all'interno dei condomini, le cui cause affondano radici molto lontane che possono dividersi in due categorie una di ordine legislativo derivante dalla natura del Codice Civile che specie per quanto riguarda il condominio salvaguarda principalmente gli interessi del singolo rispetto a quelli comuni, l'altra di ordine culturale in quanto la nostra popolazione solo pochi decenni fa era prettamente agricola quindi viveva nelle campagne dove non esistevano problemi di spazio ,di rumori ,insomma di convivenza con il vicino e dove il patriarca dirimeva sul nascere eventuali controversie.

 

Oggi l'istituzione dell'Istituto della conciliazione favorirà la composizione delle controversie tra singoli condomini ma sembra che difficilmente possa alleviare il carico di vertenze tra condomini e condominio in quanto l'amministratore non ha i poteri per decidere l'eventuale passo indietro o rinuncia da parte del condominio nei confronti di un singolo. Il disegno di legge approvato lo scorso mese di gennaio dal Senato cerca di intervenire e snellire in qualche modo le procedure che regolano la vita condominiale ma a nostro modesto parere rischia di far aumentare il contenzioso ,argomento su cui ritorneremo con specifica trattazione."

 

di Umberto Anitori fonte Condominio.it