La presenza dei felini nelle aree condominiali

Definizioni, Normativa, Suggerimenti e Soluzioni...

 

Quando i gatti hanno preso stabilmente possesso di una area condominiale diventa difficile farli sloggiare.

L'amministratore è tenuto a porre in essere ogni utile azione atta ad eliminare le conseguenze dannose del comportamento dei felini, anche per uno solo dei condòmini.

Perciò, alla prima segnalazione, occorre comunicare alle bestiole, con le dovute maniere (es. facendo cessare gradualmente la fornitura di cibo) quelli che sono gli intendimenti condominiali.

In alternativa potrebbe essere utile e opportuno intraprendere iniziative in positivo.

 

Cos'è una colonia felina condominiale?

Le leggi di tutela degli animali che vivono in stato di libertà hanno dettato norme precise in materia di colonie feline nella proprietà condominiale.
Gli animali, di proprietà dello Stato, che maggiormente troviamo nelle aree condominiali comuni, sono gli uccelli e i gatti.
La legge regionale n. 34/97 riconosce al gatto il diritto al territorio formulando un espresso divieto di spostamento dei soggetti dal loro habitat (art.11), intendendo per habitat il luogo dove i gatti trovano abitualmente rifugio, cibo e protezione, identificando con questo termine aree pubbliche e private.
Pertanto la permanenza dei gatti nelle aree condominiali, siano esse cortili, garage o giardini, è da considerare assolutamente legittima, alla stregua della presenza degli uccelli sugli alberi; d'altro canto, al fine di escludere ogni sorta di disturbo per i condomini, la legge prevede che il loro numero sia tenuto sotto controllo attraverso la sterilizzazione e che gli animali siano nutriti nel rispetto dell'igiene dei luoghi.
È comunque consentito di lasciare una ciotola per l'acqua, soprattutto nel periodo estivo (è previsto un accordo con l'AMA perché le ciotole non vengano rimosse). La presenza di persone zoofile che si occupano dei gatti è quindi garanzia di animali in buona salute e controllati dal punto di vista demografico.
Non deve essere operata pertanto alcuna criminalizzazione generalizzata verso chi si occupa dei gatti liberi che hanno trovato il loro habitat in aree condominiali. Ricordiamo anche che il gatto, anche se ben nutrito, resta il principale antagonista dei topi (in alcune zone di Roma, purtroppo il problema è ancora fortemente sentito).

 

Cosa si può fare insieme?

Chiunque può rivolgersi all'Ufficio Diritti Animali del Comune di Roma per conoscere le attività intraprese, le iniziative in corso, gli indirizzi utili e molte altre informazioni riguardanti gli animali.
L'Ufficio si occupa non solo di informare i cittadini sui diritti degli animali ma agisce direttamente a tutela degli stessi, in applicazione delle normative vigenti e con ferma volontà di repressione di tutti quei comportamenti che ledono la dignità degli animali e provocano loro sofferenze o morte.
A tale proposito l'Ufficio si occupa di raccogliere le segnalazioni da parte dei cittadini ed interviene, in via diretta o per mezzo dell'autorità di polizia giudiziaria, per reprimere e punire comportamenti illeciti e indecorosi nei confronti degli animali.
Si ricorda a tutti che le azioni che portano alla morte degli animali (come lo spargimento di veleno) o i maltrattamenti costituiscono dei reati e sono sanzionati dal codice penale.
Si invitano pertanto tutti i cittadini, zoofili e non, a prestare attenzione affinché non vengano commesse azioni illecite nei confronti di qualsiasi animale e a denunciare i responsabili a questo Ufficio e alle autorità di pubblica sicurezza (indistintamente polizia, carabinieri, vigili urbani), tenute a raccogliere denunce e ad intervenire per reprimere i reati.

 

Quando i gatti hanno preso stabilmente possesso di una area condominiale diventa difficile farli sloggiare. La loro presenza si avverte oltre che visivamente (e simpaticamente) a volte anche per un persistente tipico odore (o meglio puzza) in alcuni angoli o addirittura sopra il tetto o il cofano di una o più autovetture.

In questi casi una cosa è certa: l'amministratore, per non essere chiamato a rispondere per inadempienza, è tenuto a porre in essere ogni utile azione atta ad eliminare le conseguenze dannose del comportamento dei felini, anche per uno solo dei condòmini.

Perciò, alla prima segnalazione, se veramente la presenza dei felini non è gradita ai condòmini, occorre comunicare alle bestiole, con le dovute maniere (es. facendo cessare gradualmente la fornitura di cibo) quelli che sono gli intendimenti condominiali. Se poi per questa via non si riuscisse proprio nello scopo o se i condòmini fossero meno intransigenti allora potrebbe essere utile e opportuno intraprendere iniziative in positivo sempre allo scopo di eliminare comunque le conseguenze dannose delle loro abitudini comportamentali.

Ad esempio la predisposizione per loro di una cuccia, magari in un punto alto e riparato (dai venti e dai cani), potrebbe far cessare l'abitudine di molti gatti ad 'appropriarsi' dei cofani delle autovetture e a segnalare agli altri con adeguata marcatura nauseabonda l'appropriazione di quel 'territorio'.

 

Fonte CasainCondominio.org