Ma quando arriva il condo-hotel?

È una formula nata negli Stati Uniti ed approdata in Europa. In Italia si sono visti i primi segnali di interesse, ma ad oggi, manca una disciplina specifica. Questa forma di acquisto potrebbe permettere alle imprese alberghiere di reperire risorse per migliorare le proprie strutture.

 

Legge allo studio. I cosiddetti condohotel presto potrebbero essere presenti anche in Italia? Forse. Chi vuole può acquistare una camera d'albergo, anche stellata, per godere servizi e location senza dover sopportare i costi e gli inconvenienti di una seconda casa. All'estero la formula di vacanza funziona da tempo e bene - basti pensare che solo in Florida ci sono ben 50 mila condohotel. In Italia le istituzioni mostrano diffidenza seppur abbiano preso in considerazione l'ipotesi e il settore prema. Il provvedimento è stato incluso già nel decreto sblocca-Italia.

 

 

Come funziona. Il proprietario di un albergo già esistente, diviso per unità immobiliari dotate di cucina, autonome e indipendenti, può venderne una parte. L'acquirente di una stanza arredata può usarla in via esclusiva oppure affidarne la gestione all'albergatore, dividendo il ricavato dell'affitto al 50%. Si potrebbe pensare al meccanismo delle multiproprietà, ma la differenza consiste nel fatto che l'albergo è obbligato a ottenere il cambio di destinazione da alberghiera a unità abitativa e, se la gestione dell'albergo fallisce, il privato rimane proprietario della sua stanza attrezzata. Nel resto del mondo i condohotel non solo sono un'esperienza riuscita, ma consentono alle imprese alberghiere di reperire le risorse per investire e migliorare le proprie strutture.

 

 

I decreti che...verranno. Il settore immobiliare è stato sicuramente quello più colpito dalla crisi economica. Molti sono stati i provvedimenti messi in atto dal Governo Monti e dal successivo Governo Renzi per riattivare il settore. Ma manca un piccolo e fondamentale tassello, per rendere queste riforme operative: i diversi decreti e regolamenti attuativi. La mancata emanazione di tali provvedimenti rendono superfui i programmi già avviati. Nel campo della ricettività alberghiera, finché non arriverà il Dpcm resterà bloccata la norma, introdotta dal decreto legge Sblocca Italia, che favorisce gli investimenti per la trasformazione in hotel fino al 40% della superficie di un condominio.

 

 

L'albergo diventa casa ma....manca il decreto. Nel recente decreto Sblocca Italia si è inserito un articolo in tema di misure per la riqualificazione degli esercizi alberghieri. Il testo dispone che al fine di diversificare l'offerta turistica e favorire gli investimenti volti alla riqualificazione degli esercizi alberghieri esistenti, con successivo decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, verranno definite le condizioni di esercizio dei condo-hotel, intendendosi tali gli esercizi alberghieri aperti al pubblico, a gestione unitaria, composti da una o più unità immobiliari ubicate nello stesso comune o da parti di esse, che forniscono alloggio, servizi accessori ed eventualmente vitto, in camere destinate alla ricettività e, in forma integrata e complementare, in unità abitative a destinazione residenziale, dotate di servizio autonomo di cucina, la cui superficie non può superare il quaranta per cento della superficie complessiva dei compendi immobiliari interessati.

Con lo stesso decreto verranno altresì stabiliti i criteri e le modalità per la rimozione del vincolo di destinazione alberghiera in caso di interventi edilizi sugli esercizi alberghieri esistenti e limitatamente alla realizzazione della quota delle unità abitative a destinazione residenziale di cui sopra. In ogni caso, il vincolo di destinazione può essere rimosso, su richiesta del proprietario, solo previa restituzione di contributi e agevolazioni pubbliche eventualmente percepiti ove lo svincolo avvenga prima della scadenza del finanziamento agevolato.

L'individuazione delle condizioni di esercizio dei condhotel sarà demandata ad un decreto del Presidente del Consiglio da adottare, previa intesa tra lo Stato, le Regioni e le Autonomie Locali in sede di Conferenza Unificata.

Aspettando Godot.Va però rilevato che una prima a definizione di condhotel, è contenuta nel DL 83/2014 (convertito dalla legge 106/2014). L'articolo 10, comma 5, del citato decreto demanda ad un decreto del MIBACT, da emanarsi entro 3 mesi, d'intesa con la Conferenza Stato-Regioni, l'aggiornamento degli standard minimi e l'uniformità sul territorio nazionale dei servizi e delle dotazioni per la classificazione delle strutture ricettive e delle imprese turistiche, ivi compresi i condhotel, tenendo conto delle specifiche esigenze connesse alla capacità ricettiva e di fruizione dei contesti territoriali. Va comunque evidenziato che per l'emanazione del DPCM, volto alla definizione delle condizioni di esercizio dei condhotel, non è previsto alcun temine.

 

 

 

 

di Ivan Meo fonte CondominioWeb.com