Rumori in Condominio e Sanzioni Penali: siamo al ridicolo.

Abbiamo gia` parlato dei rumori in condominio o meglio delle conseguenze penali della attivita` rumorose svolte da uno dei condomini nel proprio appartamento.

 

La norma di riferimento e` l`art. 659 c.p., che recita:

"Chiunque, mediante schiamazzi o rumori, ovvero abusando di strumenti sonori o di segnalazioni acustiche, ovvero suscitando o non impedendo strepiti di animali, disturba le occupazioni o il riposo delle persone, ovvero gli spettacoli, i ritrovi o i trattenimenti pubblici, e` punito con l`arresto fino a tre mesi o con l`ammenda fino a euro 309. Si applica l`ammenda da euro 103 a euro 516 a chi esercita una professione o un mestiere rumoroso contro le disposizioni della legge o le prescrizioni dell`autorita`".

 

Si tratta di un reato di pericolo presunto. Insomma non si punisce perche` c`e` stato un danno ma perche` potrebbe esserci pericolo del danno medesimo. Noi non siamo d`accordo con questa impostazione parafascista del diritto penale. Quando affrontammo quest`argomento ponemmo un esempio per spiegare l`assurdo di una norma che punisce un reato senza vittime a meno che non si voglia considerare la tranquillita` pubblica una vittima.

 

 

Ecco l`esempio
E` il giorno di ferragosto, la citta` e` vuota, nei palazzi restano poche, pochissime persone, alle volte anche un solo nucleo familiare. Le strade sono deserte, non c`e` nessuno che passa, i parcheggi solitamente stracolmi sono completamente vuoti. Non c`e` proprio nessuno. Tizio, amante della musica metal, approfittando dell`assenza dei suoi genitori e del palazzo vuoto, alle 15, quando tutti sono a mare, accende lo stereo a tutto volume e ascolta il suo gruppo preferito. Sfortuna vuole che proprio in quel momento passa vicino la sua casa una pattuglia che rileva l`infrazione e segnala il fatto alla procura della repubblica. Tizio, ragazzo di 20 anni, una persona pacifica, senza aver fatto del male a nessuno, senza aver effettivamente disturbato qualcuno, rischia una condanna per disturbo del riposo delle persone. E` ancora necessario nel nostro codice penale un articolo del genere?

 

Dura lex sed lex dicevano i romani. La fantasia dell`interprete, pero`, supera la realta`. Accade cosi` che la citta` sgombra del 15 di agosto risulti maggiormente tutelata rispetto ad un gruppo di condomini vessati dai rumori del vicino. No, non e` una fandonia. Tenete a mente la n. 25225 resa dalla Cassazione penale lo scorso 25 giugno. Che cosa dice la Suprema Corte in questa sentenza? Esattamente, nel testo del provvedimento si legge che l`art. 659 c.p. "persegue finalita` di preservare la quiete e la tranquillita` pubblica ed i correlati diritti delle persone all`occupazione ed al riposo; e la giurisprudenza di legittimita` e` orientata nel senso di ritenere che elemento essenziale di detta contravvenzione sia l`idoneita` del fatto ad arrecare disturbo ad un numero indeterminato di persone". Nel caso di specie, dicono da piazza Cavour, cio` non s`e` verificato in quanto dal processo e` emerso "gli unici soggetti danneggiati dai rumori causati dai ricorrenti sono stati i cinque condomini occupanti la palazzina e che questi rumori sono rimasti circoscritti all`interno dello stabile, senza essersi mai propagati all`esterno". Ai malcapitati resta la tutela civile. Come dovrebbe essere anche nel caso del disturbo della pubblica quiete.

 

Morale della favola: se qualcuno ben individuabile e` danneggiato, l`imputato e` assolto; qualora, invece, ad essere danneggiati fosse un numero di persone indeterminabile anche se non identificabile, l`imputato sarebbe condannabile. Ma che razza di diritto penale e` questo? Per quanto tempo vogliamo continuare a farci del male?

 


di Alessandro Gallucci fonte AteneoWeb.com