Targhette nomi citofono, come ripartire le spese

L'impianto citofonico è un impianto comune. Le spesa pe la manutenzione degli impianti comuni devono essere suddivise, salvo diversa convenzione, tra tutti i condòmini secondo i millesimi di proprietà

 

Non sono mancate opinioni ed anche prese di posizione giurisprudenziale che, invece, hanno finito per affermare che siccome i condòmini usufruiscono in egual misura dell'impianto di citofono, allora la spesa va ripartita in egual misura tra tutti quanti. Ad avviso di chi scrive si tratta di una presa di posizione errata in quanto non tiene conto del fatto che il principio base di suddivisione dei costi in materia condominiale è quello indicato dall'art. 1123, primo comma, c.c. (millesimi di proprietà) che può essere derogato da un accordo tra tutti i condòmini, oppure che cede il passo a criteri differenti nel caso di utilizzo differenziato tra i condòmini (art. 1123, secondo comma, c.c.).

D'altronde, anche dei servigi resi dall'amministratore i condòmini beneficiano in egual misura, eppure raramente si sente affermare che questa voce di spesa debba essere ripartita, per legge, in parti uguali.

Svolta questa doverosa premessa utile a inquadrare l'intervento, la sua natura e quindi il criterio di ripartizione - ad avviso dello scrivente - applicabile, torniamo alla vicenda delle targhette citofoniche.

 

 

 

La loro unica funzione è quella di consentire d'individuare il tasto di riferimento di una persona che vive/utilizza una determinata unità immobiliare. Per quanto, come c'è stato riferito, ragioni di uniformità estetica abbiano portato i condòmini a commissionare la loro realizzazione all'installatore dell'impianto, non v'è ragione per considerare le stesse d'utilità comune.

In effetti, per dirla ancor più semplicemente, che affianco ad un tasto ci sia o non ci sia il nome di Tizio, all'altro condomino Caio non importa. Ciò che importa a tutti e che le targhette siano installate al posto giusto. Il loro costo, quindi, dev'essere sostenuto da ciascun condomino per proprio conto ed il nostro lettore potrà chiedere all'amministratore di emendare quella ripartizione, così come è bene che lo faccia l'assemblea pronunciandosi appositamente in merito.

 

 

 

 

dell'Avv Alessandro Gallucci Fonte  condominioweb.com