Un nuovo disegno di legge sul settore dell'energia rinnovabile basato sul modello di distribuzione condominiale

La proposta prevede l'installazione di un solo contatore condominiale che registra i consumi con una ridistribuzione dei cui costi mediante i singoli contatori individuali.

 

Il primo luglio si avvicina e quindi tutti gli edifici dovranno essere più efficienti sotto il profilo energetico. Per raggiungere gli obiettivi europei sull'efficienza energetica entro il 2020, il M5S sta per presentare un disegno di legge, firmato da Paola Nugnes, che consentirà di facilitare l'autoconsumo di energia elettrica. La normativa nazionale, infatti, necessita di essere adeguata poiché ancora non consente l'utilizzo di più utenze elettriche dallo stesso impianto a energia rinnovabile.

 

Dal momento che l'energia rinnovabile ha una natura discontinua e i microimpianti perdono frequentemente la loro efficienza, l'autoproduzione non risulta ancora conveniente dal punto di vista economico per i singoli nuclei familiari. 

 

Molto spesso la produzione di energia elettrica, infatti, risulta superiore al fabbisogno energetico richiesto in un preciso momento e il surplus viene riversato in rete (con relative perdite dovute al trasporto dell'energia elettrica), o addirittura non sfruttato. L'autoproduzione risulta a questo punto poco conveniente economicamente, per via di questa perdita di efficienza dei microimpianti. L'autoconsumo di una sola utenza domestica è in media insufficiente ad utilizzare l'intera energia prodotta dall'impianto, per cui la soluzione sta nel permettere a più utenze domestiche di collegarsi allo stesso impianto: gli sprechi andrebbero eliminati e il fabbisogno energetico serale e notturno resterebbe a carico della Rete elettrica pubblica.

 

Il M5S ha pensato di applicare il modello di distribuzione condominiale anche al settore dell'energia rinnovabile, esattamente come avviene per l'acqua potabile: un solo contatore condominiale registra i consumi, i cui costi vengono poi distribuiti mediante i singoli contatori di appartamento. Grazie alla piena efficienza energetica, oltre agli sprechi, anche i costi condominiali sarebbero abbattuti.

 

Il soggetto titolare di un impianto, attraverso una particolare modalità di valorizzazione dell'energia elettrica, cosiddetto "scambio sul posto" (regolato dalla Delibera 570/2012/R/efr), può attuare una forma di autoconsumo immettendo in rete l'energia elettrica prodotta ma non direttamente autoconsumata, per poi prelevarla successivamente nel momento di maggiore necessità. Il titolare dell'impianto può così ottenere, a seguito di opportuna richiesta fatta al GSE (Gestore Servizi Energetici), una "compensazione" fra il valore economico riveniente dall'immissione in rete dell'energia prodotta in surplus e quello dell'energia prelevata e consumata in un momento diverso. Questo contributo economico viene determinato dal GSE ed è legato alle caratteristiche dell'impianto ed alla tipologia contrattuale dell'utente con la ditta fornitrice di energia; questo contributo in "conto scambio", garantisce il rimborso di una parte dei costi sostenuti dall'utente per il prelievo di energia elettrica dalla rete pubblica e viene gestito sempre dal GSE sulla base della Delibera ARG/elt 74/08.

 

 

 

Fonte RedazioneCondominioWeb.com