Videosorveglianza e Incolumità: videosorveglianza in condominio. L'assemblea non ha poteri sull'Incolumità di persone e cose.

Tribunale di Salerno, sezione I Civile, ordinanza 14 dicembre 2010

 

Non rientra nei poteri dell'assemblea condominiale la decisione di installare un impianto di videosorveglianza in un condominio, in quanto non è una prestazione finalizzata a servire beni in comunione.
L'intervento delle nuove tecnologie e l'aumento del tasso di criminalità, purtroppo sempre in costante aumento, hanno reso quasi immancabile l'installazione di telecamere per la sorveglianza delle unità immobiliari, facenti parti di aree condominiali.

 

Il problema, che in questi anni si è cercato di risolvere, è stato quello del bilanciamento delle legittime esigenze di prevenzione e contrasto del crimine con quelle della privacy e riservatezza di quanto vengono ripresi dalle telecamere. Questa necessità è stata anche affrontata dal Garante della Privacy (segnalazione 13 maggio 2008), sollecitando il Parlamento ed il Governo a regolare con chiarezza la materia. I recenti quesiti posti al Garante, hanno determinato una vera e propria urgenza di tutela ma anche di contemperare due interessi contrapposti e legittimi: da un lato quello dell'esigenza di sicurezza delle persone e di tutela dei beni comuni riguarda infatti gli impianti installati dall'intero condominio in aree comuni quali ingressi, androni, cortili, scale e parcheggi), dall'altro la preoccupazione dei singoli che i sistemi di videosorveglianza possano incidere sulla libertà di muoversi all'interno delle arre comuni, individuando sistematicamente anche la frequentazione del proprio domicilio.

 

Recentemente è intervenuto il Tribunale di Salerno il quale con ordinanza del 14 dicembre 2010, ha sospeso la deliberazione di un condominio relativamente all'installazione di un impianto di videosorveglianza, soprattutto in virtù dell'assoluta carenza del dato normativo ad hoc ed unicamente in applicazione dei principi generali che sovrintendono alla protezione dei dati personali e del condominio negli edifici.

 

Nel caso di specie dall'assemblea condominiale doveva deliberare in merito alla installazione di un impianto di videosorveglianza relativo alle aree comuni del piazzale antistante al fabbricato e degli androni delle scale. Il condomino ricorrente deduceva che tale delibera condominiale incideva sui diritti di riservatezza, libertà personale, protezione di dati personali, e ammetteva l'illiceità della stessa per difetto dell'unanimità dei consensi, e ancora la violazione dei principi di necessità e proporzionalità, ed infine la violazione del regolamento condominiale.

 

I principi espressi dai giudici salernitani sono in sintesi i seguenti:
a) l'assemblea del condominio non può decidere di installare l'impianto in quanto non è titolare del trattamento;
b) di conseguenza, se essa non è titolare, allora, non le appartiene nemmeno il potere di decidere le finalità e modalità di trattamento dei dati personali;
c) quindi, l'assemblea di condominio non può validamente perseguire i fini di tutela di persone e beni rispetto a possibili aggressioni, furti, rapine, ecc. in quanto lo scopo della tutela dell'incolumità delle persone e delle cose dei condomini esula dalle attribuzioni dell'organo assembleare;
d) ne consegue che l'installazione della videosorveglianza non è finalizzata a servire i beni in comunione.