Appartamento non Insonorizzato Adeguatamente? Legittimo chiedere la riduzione del Prezzo

Corte di Cassazione, sez. VI Civile, sentenza n. 1066/12; depositata il 25 gennaio

 

Gli acquirenti confermano l'operazione, ma chiedono una riduzione costo sostenuto per effettuare le spese di insonorizzazione.

 

In caso di acquisto di un appartamento rumoroso a quali rimedi può ricorrere il nuovo acquirente per rimediare tale vizio? E' proprio questa la domanda che una coppia di giovani sposi hanno posto alla Cassazione.

 

Si è vero l'appartamento era stato visionato più volte, e poi acquistato a titolo definitivo, con pagamento regolarmente effettuato. Ma la sorpresa della carenze di insonorizzazione può legittimare la richiesta di riduzione del prezzo originario. E' a questa conclusione che è giunta la Cassazione, con ordinanza numero 1066/2012che ha stabilito che è legittimo la restituzione di una parte della somma versata agli acquirenti. La tranquillità e privacy, prima di tutto. Perciò il requisito dell'insonorizzazione diventa una punto di riferimento per l'acquisto dell'appartamento.

 

A causa della costante industrializzazione delle periferie delle nostre città e dai ritmi spesso frenetici che la vita quotidiana ci impone, il rumore ormai, condiziona le nostre abitudini, diventando ormai un sottofondo familiare creandoci inevitabilmente seri problemi a causa degli effetti negativi nella sfera esistenziale. Sia sotto l'aspetto scientifico sia sotto l'aspetto prettamente giurisprudenziale (cfr. per esempio il Tribunale di Napoli, che con sentenza del 17 novembre 1990, ha elencato precisamente una serie di alterazioni generate sull'organismo umano dal rumore), si è certi che il rumore può causare gravi effetti pregiudizievoli sulla salute della persona.

 

I rimedi prospettabili sono essenzialmente di due tipi: l'azione di riduzione del prezzo: che ha la funzione di ripristinare l'equilibrio tra le prestazioni mediante una rettifica del contratto che consente, al compratore che ne abbia interesse, di conservare ugualmente il bene viziato (Cass., 5.8.1985, n. 4382). Specificatamente per quanto concerne il valore di scambio, la giurisprudenza ha affermato che la presenza di "vizi acustici" incide negativamente sul valore dell'immobile, che può subire un deprezzamento (cfr. Tribunale di Milano, sentenza n. 2600 del 5 marzo 2001: ha quantificato tale deprezzamento, nel caso deciso, nella misura del 20% del valore dell'immobile. Il Tribunale di Torino, Sentenza n. 2715 del 23 aprile 2007 ha deciso di quantificare il difetto in una somma pari al 20% del costo di acquisto dell'appartamento).

 

Il secondo rimedio potrebbe essere il risarcimento del danno: il venditore è tenuto al risarcimento del danno solo in caso di colpa: è evidente, infatti, che la conoscenza (o conoscibilità) del vizio da parte del venditore assume rilievo ai fini del risarcimento solo in quanto ricollegabile ad un comportamento non corretto e, quindi, sanzionato.