Attività rumorose, sì al sequestro preventivo dei macchinari rumorosi, decisive le testimonienze dei condomini e le rilevazioni

Cass. Sez. I Pen., Sent. del 26/11/2012, n. 45984

 

Il superamento dei limiti di rumorosità prodotti nell'esercizio di una professione integra l'ipotesi prevista dall'659 comma 2 cod. pen., la quale non è depenalizzata per effetto del principio di specialità stabilito dall'art. 9 della legge n. 689 del 1981, in quanto contiene un elemento estraneo alla fattispecie di illecito amministrativo previsto dall'art. 10 comma secondo, della legge n. 447 del 1995, rappresentato dalla concreta idoneità della condotta rumorosa a recare disturbo al riposo e alle occupazioni di una pluralità indeterminata di persone, che integra la messa in pericolo del bene della pubblica tranquillità tutelato da entrambi i commi dell'art. 659 cod. pen. Ne consegue che è legittimo il sequestro preventivo disposto sui macchinari rumorosi dell'artigiano, già indagato per disturbo della quiete pubblica dopo le denunce dei vicini.

 

 

Si legge nelle sentenza:

Ciò premesso il Tribunale del riesame, nella valutazione del "fumus commissi delicti" quale presupposto del sequestro preventivo previsto dall'art. 321 comma primo cod. proc. pen., ha ritenuto la sussistenza dell'elemento aggiuntivo della lesione del bene della pubblica tranquillità, in base all'apprezzamento delle concrete risultanze processuali (dichiarazioni rese dai condomini e dall'amministratore dello stabile ove è ubicato il laboratorio, rilevazioni ARPA). Le censure svolte sul punto dal ricorrente esorbitano dal limite del vizio di violazione di legge, unicamente deducibile in questa sede ai sensi dell'art. 325 comma 1 cod. proc. pen., prospettando vizi della motivazione ovvero irregolarità nella procedura amministrativa di accertamento dell'avvenuto superamento dei limiti di rumorosità.

 

 

 

Fonte CondominioWeb.com