Basta la maggioranza per “chiamare” l’ascensore

Cassazione Sentenza 18334/12

 

L'ascensore deve essere installata anche quando configura una innovazione e il voto in assemblea non è stato unanime. Lo ha affermato la Cassazione, con la sentenza 18334/12.

 

Nel 1994 un condominio aveva approvato a maggioranza l'installazione di un ascensore, la cui installazione avrebbe provocato - secondo il condomino che aveva impugnato la delibera avanti al Tribunale - anche il restringimento della luce del passaggio sulla prima rampa di scale, impedendo il passaggio di eventuali mezzi di soccorso, oltre a risultare lesiva del decoro architettonico e della normativa antincendio ed a comportare un deprezzamento dell'immobile.

 

Solo le scale? Il condominio convenuto veniva condannato alla rimozione dell'impianto di ascensore. Neanche il rilievo - da parte del condominio - che l'ascensore era una tutela per i condomini anziani e disabili aveva convinto i giudici dell'appello a modificare il verdetto di primo grado.

 

Solidarietà condominiale. A ricorrere per cassazione è lo stesso condominio. La Corte, dopo che le Sezioni Unite hanno risolto la questione della giurisdizione (sent. n. 12722/2011), afferma il principio della solidarietà condominiale. In cosa consiste? «In materia condominiale - si legge nella sentenza che ha richiamato una pronuncia del 2012 (n. 12520) - le norme relative ai rapporti di vicinato, tra cui quella dell'art. 889 c.c., trovano applicazione rispetto alle singole unità immobiliari soltanto in quanto compatibili con la concreta struttura dell'edificio e con la particolare natura dei diritti e delle facoltà dei singoli proprietari».

 

Ecco l'ascensore. Ciò che deve fare il giudice, insomma, è di accertare se la loro rigorosa osservanza non sia del caso «irragionevole», visto «il contemperamento dei vari interessi al fine dell'ordinato svolgersi di quella convivenza che è propria dei rapporti condominiali».

 

 

 

Fonte LaStampa.it