Condominio: per i millesimi ora basta la maggioranza

Corte di Cassazione, con sentenza 18477/2010

 

La Corte di Cassazione, con sentenza 18477, ha stabilito che per la revisione delle tabelle millesimali non sarà più necessaria l'unanimità ma occorrerà la maggioranza dei presenti all'assemblea condominiale (valida se partecipata da 501 millesimi).

 

La sentenza della Cassazione risponde non solo ad un problema tecnico e giuridico, ma soprattutto tenta di porre ordine ad un problema oggetto di controversia quotidiana nella vita condominiale.

 

In sintesi: il Codice Civile obbliga il condominio a dotarsi di tabelle millesimali che assegnano un valore alle singole abitazioni rispetto al valore di tutto l'edificio (1000). Per esempio, un appartamento di 200 mila euro all'interno di un edificio dal valore di 10 milioni equivale a 20 millesimi. E' questo il valore tramite cui è calcolato l'ammontare delle nostre spese condominiali.

 

Mettiamo il caso che, legge permettendo, decidiamo di ampliare la nostra abitazione; in questo caso, il nostro valore millesimale crescerà e noi dovremo aumentare la nostra partecipazione alle spese comuni.

 

Prima della sentenza della Cassazione, per revisionare le tabelle millesimali e giungere ad una redistribuzione delle spese, c'era bisogno di una delibera votata all'unanimità. In pratica, il condominio chiedeva al condomino che aveva aumentato la propria volumetria un maggior contributo per le spese, ma se quest'ultimo non era d'accordo l'unanimità non si otteneva e la tabella non poteva essere modificata.

 

La sentenza del 9 agosto fa esultare S.U.N.I.A. (Sindacato Unitario Nazionale Inquilini e Assegnatari), APU (Associazione Proprietari Utenti) e ADUC (Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori), mentre Confedilizia rimane prudente perchè la sentenza riguarda solo la ripartizione delle spese e non i diritti di proprietà.

 

Articolo tratto da attico.it