Disturbo da odori molesti prodotti da attività di verniciatura, configurabilità del reato di cui all'art. 674 c.p.

Corte di cassazione penale sez. III, 20 gennaio 2012, n. 2377

 

Ai fini della configurabilità del reato di cui all'art. 674 c.p., debbono ritenersi rientranti nel concetto di emissione di gas, vapori e fumi anche le sostanze volatili che emanino odori suscettibili di arrecare disturbo, disagio o fastidio alle persone. La giurisprudenza consolidata con interpretazione estensiva della norma dell'art. 674 cod. pen. - e non analogica, vietata nel settore penale - ritiene che nel concetto di emissioni di gas, vapori, fumi, siano annoverabili le sostanze volatile che emanano odori provocanti disturbo, disagio, fastidio alle persone.

 

 

Il reato è configurabile in presenza di molestie olfattive anche quando l'impianto dell'imputato sia munito delle necessarie autorizzazioni per l'esercizio della sua attività. Ciò in quanto - come correttamente rilevato dal Giudice di merito - non esiste una normativa statale che preveda disposizioni specifiche e valori limite in materia di odori; pertanto, in tale caso, non vige la presunzione di legittimità delle emissioni rispettose dei parametri della autorizzazione.



Nella specie - si legge nella sentenza - l'imputato, nella sua attività di fabbro, produceva odori molesti, soprattutto in fase di verniciatura: tale condotta era sussumibile nella norma contestata in quanto compresa tra le emissioni di gas, vapori o fumi.
Le esalazioni disturbavano, infatti, i residenti nella zona, come provato dai testimoni escussi, oltre il limite della stretta tollerabilità.

 

Inoltre irilevante è stata reputata dal Giudice la circostanza che l'imputato fosse munito di autorizzazione all'esercizio della sua attività ed avesse installato un impianto di areazione perché nessuna norma prevede disposizioni in tema di odori.

 

 

Fonte  CondominioWeb.com