Gestione di condomini con un unico conto bancario

Cass. Sezione Tributaria Civile, Sentenza del 13 giugno 2007, n. 13819

 

 

Per superare le presunzioni che

caratterizzano gli accertamenti bancari,

 

occorre che la prova sia specifica rispetto

alle movimentazioni

risultanti dal conto corrente,

 

non essendo sufficiente una giustificazione

generica legata al tipo di

attività del contribuente."

 

 

 

 

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

(omissis)

SENTENZA

sul ricorso proposto da:


MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE, in persona del Ministro p.t. e AGENZIA DELLE ENTRATE, in persona del Direttore p.t. rapp.te e difese dall'Avvocatura Generale dello Stato presso la quale elett.te domiciliano in Roma alla Via dei Portoghesi, 12;

- ricorrente -
contro GA. LU. ;

- intimata -
per la cassazione della sentenza della Commissione Tributaria del Piemonte n. 90/36/01 pubblicata il 5/2/02. Udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 3/5/07 dal Consigliere relatore Dott. G. N.; Udito il difensore di parte ricorrente; udito il P.M., in persona del Sostituto procuratore generale Dott. D. C., che ha concluso per il rigetto del ricorso.

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

La contribuente indicata in epigrafe impugnava dinanzi alla CTP di Torino l'avviso di accertamento con il quale l'Ufficio
competente aveva proceduto ai fini IRPEF per l'anno d'imposta 1993 a determinare redditi di lavoro autonomo pari a lire 775.248.000. L'adita CTP accoglieva parzialmente e rideterminava l'imponibile IRPEP in lire 184.575.000.
La CTR del Piemonte su ricorso principale della contribuente ed incidentale dell'Amministrazione, in accoglimento del gravame principale determinava in lire 17.147.000, riconosciute dalla contribuente, l'ammontare delle operazioni imponibili per l'anno 1993. Rilevavano i giudici regionali che svolgendo la contribuente attivita' di amministratore di condomini in numero non superiore a venti e ricevendo conseguentemente rimesse altrui che amministrava per professione non poteva trovare applicazione la presunzione di cui al Decreto del Presidente della Repubblica n. 600 del 1973, articolo 32.
Avverso tale sentenza il Ministero dell'Economia e delle Finanze nonche' l'Agenzia delle Entrate proponevano ricorso per cassazione sostenuto da un unico motivo di censura. Parte intimata non svolgeva attivita' difensiva.

MOTIVI DELLA DECISIONE

Con l'unico mezzo di gravame parte ricorrente, deducendo violazione e falsa applicazione di norme di diritto in relazione al Decreto del Presidente della Repubblica n. 600 del 1973, articoli 32 e 41, nonche' motivazione incerta e contraddittoria, censura la sentenza impugnata per aver ritenuto inapplicabile la presunzione di cui al denunciato articolo 32 non tenendo conto che nel caso di amministratore di condominio non vi e' obbligo di maneggio di danaro altrui, come se fosse proprio era n caso mai onere della contribuente dimostrare che tutte le singole movimentazioni bancarie a lei ascrivibili erano state poste in essere con denaro altrui".
La CTR, assume parte ricorrente, "ha giudicato ignorando l'indagine bancaria, identificando, nei fatti la prova contraria nella semplice produzione di rendiconti condominiali redatti dalla contribuente stessa e rispetto ai quali l'approvazione in sede di assemblea condominiale non costituisce certo giudicato in ordine alla effettivita' ed ascrivibilita' delle spese".

Il motivo e' fondato.

Invero costituisce massima consolidata nella giurisprudenza di legittimita' che in tema di accertamento delle imposte sui redditi in virtu' della presunzione di cui al Decreto del Presidente della Repubblica n. 600 del 1973, articolo 32 - che, data la fonte legale, non necessita dei requisiti di gravita', precisione e concordanza richiesti dall'articolo 2729 cod. civ. per le presunzioni semplici - sia i prelevamenti che i versamenti operati su conti correnti bancari vanno imputati a ricavi conseguiti dal contribuente nella propria attivita' d'impresa, se questo non dimostra di averne tenuto conto nella determinazione della base imponibile oppure che sono estranei alla produzione del reddito (cfr. Per tutte Cass. 9103/01) e sotto tale ultimo profilo questa Corte ha affermato che la ricorrenza dei presupposti per il ricorso a presunzioni semplici basate su operazioni in conto corrente bancario, la prova liberatoria, che il meccanismo comune ad ogni presunzione sposta sul contribuente, si commisura necessariamente alla natura e consistenza degli elementi utilizzati dall'amministrazione; la valutazione di tali elementi non si traduce in un'automatica assimilazione delle operazioni in conto corrente a corrispettivi non dichiarati, ma richiede un apprezzamento, eminentemente fattuale, della forza presuntiva attribuibile a quelle operazioni, alla luce della prova liberatoria offerta dal contribuente, ed e' quindi censurabile in sede di legittimita' soltanto per i vizi motivazionali previsti dall'articolo 360 c.p.c., n. 5, (Cass. 19947/05).


Ora la censura di parte ricorrente secondo la quale la motivazione della CTR sarebbe sul punto incerta e contraddittoria merita di essere accolta.
I giudici di appello infatti, hanno motivato l'accoglimento dell'impugnazione della contribuente sul rilievo che svolgendo la medesima attivita' di amministratore di condominio ne deriva necessariamente che la stessa obbligatoriamente e necessariamente riceveva rimesse altrui che amministrava per professione.


La circostanza tuttavia, che la contribuente riceveva sul proprio conto corrente rimesse altrui non e' idonea di per se', ai fini di cui trattasi, ad escludere la totale imputabilita' di tutte le movimentazioni bancarie direttamente alla intestataria del conto corrente in assenza di elementi contrari in tal senso.


La motivazione della sentenza della CTR e', quindi, sotto il profilo in esame inadeguata in quanto i giudici di appello non si fanno carico di verificare, in base alla prova liberatoria offerta dal contribuente, quali fossero le singole movimentazioni bancarie riferibili direttamente all'attivita' di amministratore di condominio per poter conseguentemente escludere che le stesse non costituissero ricavi non dichiarati.


La prova liberatoria ai fini di cui trattasi non puo' essere solo generica e cioe' relativa all'attivita' esercitata, ma deve essere altresi', specifica in quanto, stante la presunzione di cui al Decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, articolo 32, se il contribuente utilizza il conto corrente a lui personalmente intestato anche per maneggio di danaro altrui deve fornire la prova specifica - rectius analitica - della riferibilita' di ogni movimentazione bancaria alla sua attivita' di maneggio di danaro altrui, diversamente la rispettiva movimentazione, in assenza di altra idonea giustificazione, e' configurabile quale corrispettivo non dichiarato.


Sulla base delle esposte considerazioni pertanto la sentenza va cassata con rinvio, anche per le spese del giudizio di legittimita', ad altra sezione della CTR Piemonte che procedera' ad una nuova valutazione del merito.

P.Q.M.

La Corte accoglie il ricorso,cassa la sentenza impugnata e rinvia anche per le spese del giudizio di legittimita', ad altra sezione della CTR Piemonte

 

Fonte CondominioWeb.com