L'amministratore non paga le bollette dell'acqua? Il fornitore può ridurre l'erogazione del servizio a tutto il condominio

Tribunale di Alessandria, del 17 luglio 2015

 

Avete regolarmente pagato all'amministratore le quote per il servizio idrico, eppure vi è stata ridotta la fornitura dell'acqua? Allora potreste trovarvi nella stessa situazione dei condomini destinatari della sentenza in commento; e la notizia peggiore è che la società fornitrice è legittimata a ridurre il servizio idrico anche ai condomini in regola con i pagamenti, se l'amministratore, incassare le quote condominiali, non provvede a saldare le bollette.

 

 

Il Tribunale di Alessandria, infatti, con sentenza depositata il 17 luglio 2015, ha accolto il reclamo proposto dalla società fornitrice del servizio idrici contro il provvedimento che accoglieva il ricorso ex art. 700 c.pc. proposto da alcuni condomini. Questi contestato la riduzione dell'erogazione dell'acqua anche nei loro confronti, sostenendo di essere in regola con i pagamenti delle quote condominiali.

 

 

 

Secondo il Tribunale, tuttavia, se l'amministratore, incassate le quote condominiali, non provvede poi al pagamento delle bollette, la società fornitrice del servizio idrico può legittimamente ridurre al minimo la somministrazione dell'acqua. Ciò nel caso, come quello in esame, in cui il fornitore del servizio abbia sottoscritto il contratto di fornitura idrica con il solo condominio e non ha alcun rapporto contrattuale con i singoli condomini che fruiscono del servizio.

 

 

Si legge nel provvedimento che,poiché solo il condominio è contrattualmente tenuto al pagamento del corrispettivo, il solo pagamento che costituisce corretto adempimento dell'obbligazione è quello che proviene dall'amministratore pro tempore del condominio. La circostanza che alcuni dei condomini abbiano provveduto al versamento a favore del condominio delle quote stabilite per le spese ordinarie di gestione (e quindi anche delle spese per il servizio idrico) costituisce un dato che attiene unicamente ai rapporti interni tra condomini, ma non può assumere nessun rilievo nei rapporti con un soggetto esterno quale il fornitore del servizio idrico.

 

 

 

In altri termini, dell'inadempimento dell'amministratore rispondono anche i condomini in regola con il pagamento delle rate condominiali. Anch'essi sono – al pari di tutti gli altri condomini – totalmente inadempienti nei confronti del terzo creditore, il quale potrà agire giudizialmente e richiedere anche a loro il pagamento pro quota del credito.

Il principio espresso dal Tribunale di Alessandria richiama quello già sancito dalla Corte di Cassazione con sentenza 17.2.2014 n. 3636. In pratica, a fronte di un contratto che vincola il condominio, solo l'amministratore pro tempore è legittimato a provvedere al pagamento delle somme dovute a titolo di corrispettivo del servizio erogato, con la conseguenza che il pagamento eventualmente eseguito dal singolo condomino non è idoneo ad estinguere il debito nei suoi confronti.

Cosa fare allora in questi casi? Secondo i giudici, per i condomini in regola con i pagamenti l'unica soluzione possibile è quella di sollecitare l'amministratore a corrispondere le quote condominiali già incassate e far valere nei confronti degli altri condomini i pagamenti già eseguiti. Certamente, i condomini non possono assumere di aver provveduto al pagamento in assenza di qualsiasi versamento a favore della società fornitrice da parte dell'amministratore. 

 

 

Peraltro, non è possibile nemmeno contestare la natura vessatoria delle clausole contrattuali che autorizzano la riduzione del servizio idrico in caso di morosità. Tale rimedio, infatti, rientra tra le facoltà legittimamente esercitabili dalla società erogatrice dei beni e servizio in regime di monopoli, tutte le volte in cui sussista un evidente pericolo di non ricevere il corrispettivo in ragione delle condizioni patrimoniali dell'altro contraente (Cass. civ. S.U. 20.12.2007, n, 26977).

 

 

 

 

dell'Avv Giuseppe Donato Nuzzo Fonte  condominioweb.com