Quando il cancello di accesso al cortile condominiale è chiuso per un guasto e l'auto per strada viene rubata, il condominio non è responsabile dell'accaduto

Trib. civ. Napoli, sez. distaccata Casoria, 2 febbraio 2010, n. 50

 

Il condominio non può essere chiamato a rispondere ex art. 2051 c.c. del furto subìto da un condòmino il quale - causa l'impossibilità di accedere al cortile condominiale per il mancato funzionamento del cancello elettrico - abbia parcheggiato la vettura sulla pubblica via, dovendo il danno essere ascritto alla responsabilità dei terzi autori del fatto illecito e non alla condotta del condominio, inquadrabile - piuttosto - nel rango della mera occasione.

Può, quindi, affermarsi che il Condominio debba andare esente da responsabilità perché non è ravvisabile un nesso di causalità giuridicamente rilevante tra la condotta omissiva ad esso ascritta, (il non avere consentito al Capuozzo di accedere all'area di parcheggio comune a causa del malfunzionamento del cancello di ingresso elettrico), ed il danno in concreto venficatosi.

In senso conforme a quanto innanzi osservato depone, del resto, il consolidato principio secondo cui la responsabilità previsti dall'art. 2051 c.c. per i danni cagionati da cose in custodia ha carattere oggettivo e, ai fini della sua configurabilità, è sufficiente che sussista il nesso causale tra la cosa in custodia e l'evento dannoso, indipendentemente dalla pericolosità attuale o potenziale della cosa stessa (e, perciò, anche per le cose inerti) e senza che rilevi al riguardo la condotta del custode e l'osservanza o meno di un obbligo di vigilanza. La responsabilità del custode, in base alla suddetta norma, è esclusa in tutte le ipotesi in cui l'evento sia imputabile ad un caso fortuito riconducibile al profilo causale dell'evento e, perciò, quando si sia in presenza di un fattore esterno che, interferendo nella situazione in atto, abbia di per sé prodotto l'evento, assumendo, il carattere del c.d. «fortuito autonomo», ovvero quando si versi nei casi in cui la cosa sia stata resa fattore eziologico dell'evento dannoso da un elemento o fatto estraneo del tutto eccezionale (c.d. «fortuito incidentale»), e per ciò stesso imprevedibile, ancorché dipendente dalla condotta colpevole di un terzo o della stessa vittima, (cfr. Cass. civ., n. 24739/07, nonché Cass. civ., n. 1680/09, secondo cui per l'affermazione di responsabilità del custode è assolutamente indispensabile che sia accertata la sussistenza di un nesso di causalità tra la cosa e il danno patito dal terzo, dovendo, a tal fine. ricorrere la duplice condizione che il fatto costituisca un antecedente necessario dell'evento, nel senso che quest'ultimo rientri tra le conseguenze normali ordinarie di esso, e che l'antecedente medesimo non sia poi, neutralizzato, sul piano causale, dalla sopravvenienza di circostanze da sole idonee a determinare l'evento).