Reato di violenza privata, parcheggiare in modo tale da ostruire l'ingresso al garage condominiale

Cass. pen., sez. V, 12 gennaio 2012, n. 603

 

Se è del tutto condivisibile che integri il reato di violenza privata di cui all'art. 610 c.p. la condotta di chi effettui il parcheggio di un'autovettura in modo tale da impedire intenzionalmente ad un'altra automobile di spostarsi per accedere alla pubblica via, opponendo un rifiuto reiterato alla richiesta della parte offesa di liberare l'accesso, sarebbe irragionevole non ritenere reato anche soltanto la seconda parte della condotta appena descritta nella quale la costrizione, con violenza, della altrui volontà è determinata dal mantenimento della vettura nella posizione irregolare in cui è stata messa dallo stesso agente: mantenimento capace di determinare la costrizione psicologica della persona offesa né più e né meno dell'intenzionale parcheggio ostruttivo.

 

(Nella specie al prevenuto è stato addebitato il suddetto reato per essersi rifiutato di rimuovere il proprio autoveicolo, parcheggiato in modo tale da impedire ad un condomino di entrare nel garage con la propria autovettura .
La Corte osservava che il comportamento commissivo capace di integrare il reato in esame era quello consistito nell'avere parcheggiato in modo tale da ostruire l'ingresso al garage e che il dolo era insorto quando l'imputato aveva perseverato nel detto comportamento, una volta che era stato richiesto di rimuovere l'auto.)

 

 

Fonte CondominioWeb.com