Stalking “condominiale”. Dopo quattro anni di violenze psicologiche arrivano le prime condanne.

La Corte di Cassazione ha colto l'occasione per ribadire che il delitto di atti persecutori può essere costituito anche da due sole condotte di minaccia o molestia.

 

Chi vive la realtà condominiale sa bene quanto possa essere difficile la convivenza con i propri vicini di casa; può accadere, infatti, che i rapporti si complichino, travalicando i confini della legalità e sconfinando in atteggiamenti delittuosi.Le cronache purtroppo ci raccontano soventemente di episodi di questo tipo, finiti anche tragicamente.

 


È questo il caso deciso dal Tribunale di Genova che ha riconosciuto il reato di "stalking condominiale" ai danni di una coppia, che si è concretizzato in un perdurante e grave stato d'ansia e terrore, che ha costretto le vittime ad alterare le proprie abitudini di vita e addirittura a trasferirsi per colpa dei molesti vicini di casa.

 


Una sentenza storica apripista perché è uno dei pochi casi in cui si riconosce lo "stalking condominiale", dove i persecutori non sono il marito o l'ex fidanzato, bensì la signora della porta accanto. Questa fattispecie è stata introdotta, dal punto di vista giurisprudenziale, dalla Corte di Cassazione, con sentenza del 7 aprile 2011, n. 20895, con la quale il reato di stalking ha fatto il proprio ingresso anche in ambito condominiale. La Corte di Cassazione ha colto l'occasione per ribadire che il delitto di atti persecutori può essere costituito anche da due sole condotte di minaccia o molestia.

 


Reiterate torture quotidiane, questo è stato il prezzo che una giovane coppia ha dovuto sopportare per ben quattro lunghi anni. Tutto parte da una classica bega condominiale : la proprietà di un giardinetto che, come da contratto, apparteneva alla giovane coppia, ma rivendicato con ogni mezzo dai vicini (una donna ed il proprio figlio). Il giardino conteso è, quindi, la causa dell'escalation di vessazioni ed umiliazioni subite dalla coppia, molestata con musica rock nelle ore notturne, lancio di rifiuti nei balconi, fino alle minacce di morte. Con il passar del tempo, l'accanimento si è fatto sempre più insistente, tanto da costringere le vittime ad abbandonare l'alloggio ed a traslocare nel seminterrato, senza, tuttavia, trarne i benefici sperati, a causa del perpetrarsi di rumori molesti, volti ad impedire loro anche di riposare nelle ore notturne.

 


La parola fine a questo incubo è stata messa dal Tribunale di Genova, che ha restituito alle vittime il loro alloggio e la loro tranquillità, imponendo agli stalker anche un risarcimento dei danni. Forse ora si potrà tornare ad una vita normale, anche perché in tali contesti, l'amministratore di condominio può far ben poco perché può intervenire direttamente solo se vengono violate norme del regolamento di condominio.

 

 

 

Fonte condominioweb.com