Condominio: verso la riforma

Colombo Clerici (Assoedilizia): "L'istituto mostra un difetto di aderenza alla evoluzione della realtà: la riforma deve recepire il concetto di condominio formale,virtuale"

 

"Continuo a ritenere che, anche alla luce della riforma che si va profilando, l'istituto del condominio mostri un difetto di aderenza alla evoluzione della realtà socio-economica del nostro Paese, che potrebbe crescere col tempo: come fattore di resistenza alle istanze di rinnovamento urbano ed edilizio, di appesantimento di costi e spese laddove ci si trovi in presenza di condomini formali o virtuali (sempre più frequenti) e non sostanziali, di tensioni nei rapporti interpersonali, data l'altissima litigiosità".

 

E' la convinzione espressa da Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia al convegno "Condominio: verso la riforma" organizzato da Assocond Conafi a Milano.

 

Per oltre 1 milione di condomìni presenti in Italia - nei quali vive quasi metà delle famiglie italiane e che ogni anno movimentano 15,6 miliardi di spese - si avvicina una rivoluzione delle regole.

 

Il Parlamento sta affrontando la discussione della cosiddetta "riforma del condominio" come è emersa in commissione Giustizia (relatore Salvatore Torrisi) che recepisce il ddl concorrente di Lino Duilio.

 

Colombo Clerici esemplifica alcune carenze: "Si pensi che la riforma in itinere non ha recepito, tra l'altro, la distinzione tra condominio sostanziale e condominio formale o virtuale (immobili appartenenti a differenti soggetti riconducentisi al medesimo gruppo economico, ciascuno dei quali loca le diverse unita').


In quest'ultimo caso l'obbligatorieta' dell'istituto del condominio, con la conseguente presenza della figura dell'amministratore ordinario, si riduce ad essere una superfetazione, una sovrastruttura inutile."


Il legislatore continua a fare riferimento ad una figura, una tipologia di condomino che e' anacronistica e si identifica prevalentemente con la famiglia-prima casa che utilizza direttamente la singola unita' abitativa.

 

E tende a confondere il numero dei condomini col numero delle unita' edilizie coinvolte nel condominio: rapportando gli obblighi di legge a queste ultime e non ai primi.

 

Questa mancata aderenza, che con il tempo tende ad accentuarsi, rischia di confinare il condominio ( nato opportunamente quando esigenze abitative, generate da vasti fenomeni di inurbamento, richiedevano modelli di convivenza piu' moderni di quelli antichi, relazionati alla civilta' agricola ) in un ruolo antistorico.

 

"A proposito poi dei limiti di delega nei condominii con più di 20 condomini, osserviamo che occorre chiarire se la "e" contenuta nella norma in questione abbia portata congiuntiva o disgiuntiva.


Perche', in quest'ultimo caso, se esiste un condomino che personalmente abbia (magari con più unità) una quota superiore ad 1/5 del valore "proporzionale" sic ( rectius, dell'intero edificio), come si fa rappresentare in assemblea? Da due o più delegati? O si deve presentare il titolare stesso e, in caso di società, il rappresentante legale?".

 

La tavola rotonda al centro del convegno ha visto inoltre la partecipazione di Lino Duilio, parlamentare e promotore del disegno di legge 3682; di Paolo Giuggioli, presidente dell'ordine degli Avvocati di Milano; di Franco Casarano, presidente nazionale Assocond Conafi; di Pietro Membri, presidente nazionale Anaci. Ha condotto Cristiano dell'Oste del Sole-24 Ore.

 

I lavori sono stati aperti dai saluti di Paolo Giuggioli e di Alessandro Solidoro, presidente dell'Ordine DC e EC di Milano. Augusto Cirla, segretario nazionale Assocond Conafi, ha relazionato su "Il supercondominio e la nuova assemblea" e coordinato gli interventi di Giacomo Rota, magistrato del Tribunale di Milano (L'amministratore: aumentano le responsabilità?) e di Eugenio Correale, Centro Studi Anaci (Le parti comuni: titolarità e godimento).

 

Fonte  Newsfood.com+WebTv