Dal 1 gennaio 2013 la tariffa bioraria cambia!

In arrivo, forse, la nuova “trioraria”: così cambia la bolletta delle luce.

 

Pubblicizzata come la soluzione al caro-bolletta, il mito della tariffa bioraria sembra esser destinato a scomparire. Stando a quanto afferma una recente rilevazione riportata sul quotidiano il Corriere della Sera, infatti, la tariffa in questione non sarebbe più così conveniente quanto qualche mese fa. E il 1 gennaio 2013 si cambia: in arrivo, forse, la nuova "trioraria".

Con decorrenza 1 gennaio 2013 la tariffa bioraria cambia. Una evoluzione potenziale verso una tripartizione tariffaria, sebbene non vi sia ancora nulla di definitivamente chiaro. "Se così fosse, la «lavatrice di notte» diventerebbe realmente tale, anche se, in contropartita, sarebbe un po' più economica rispetto al (deludente) passato. Di quanto? È veramente impossibile dirlo ora, e comunque si tratterebbe di vantaggi limitati. Ai prezzi correnti, se una famiglia media riuscisse a spostare fino al 25% dei suoi consumi di notte o nei weekend il risparmio potrebbe arrivare a 15-20 euro l'anno" - dichiara il Corriere della Sera - "Pochino, anche se lo scopo «vero» del consumo notturno è sempre stato un altro: educare-incentivare per quanto possibile all'impiego di elettricità in ore differenti da quelle di «picco», evitando di mandare in crisi l'intero sistema elettrico nazionale".

 

Ecco come, secondo il quotidiano, la tariffa potrebbe cambiare:

 

 

 

Le "vecchie" biorarie

Comparse nella seconda metà del 2010 e divenute rapidamente molto popolari, le tariffe biorarie prevedono uno differente schema tariffario per le ore del giorno e della notte, con l'intento di far risparmiare quelle persone che privilegiano l'utilizzo dell'elettricità notturna, quando la domanda complessiva di energia è minore. Una tariffa spesso approcciata dalle famiglie lavoratrici, che a fronte di un costo maggiore diurno, hanno così conseguito importanti sconti notturni.

Gli sconti erano pari a circa 5 punti percentuali su una bolletta ordinaria: niente male, visto e considerato che il caro-energia stava già palesando la propria incidenza, prima di sfociare nel "dramma" economico degli ultimi mesi. Oggi però ci si accorge che la tariffa bioraria non è più così tanto conveniente, aprendo nuovi scenari dinanzi alle tasche degli italiani.

A ben vedere, la tariffa bioraria in sè non avrebbe alcuna colpa. La motivazione di questa evoluzione negativa è semmai riconducibile in buona parte all'introduzione delle energie rinnovabili, eolico e fotovoltaico, che hanno rivoluzionato nel bene e nel male il nostro mercato energetico. A fine 2011 la potenza installata era pari a 6.600 Mw per l'eolico e a 12.500 Mw per il fotovoltaico: due fonti che hanno la precedenza sulle altre forme di energia, con le centrali elettriche a gas che sono state confinate negli orari periferici, attivandosi con minore frequenza.

Di notte, tuttavia, le fonti energetiche rinnovabili vengono a mancare in buona parte e, di conseguenza, le centrali a gas subentrano in servizio in maniera repentina. Tuttavia questa impennata (rispetto alle ore diurne) genera uno sforzo della centrale che deve essere ripagato con maggiori oneri. A ciò si aggiunga la necessità di recuperare, da parte delle aziende energetiche, i margini necessari per ripagare ampiamente il combustibile, ed ecco spiegato il perchè di questo nuovo contesto elettrico.

Non tutto è comunque perduto. Chi ha infatti stipulato contratti biorari sul libero mercato continuerà a pagare quanto previsto dal contratto (fino al suo termine). Chi ha invece preferito optare per la formula "flat" (prezzo tutto compreso, bloccato per un periodo predeterminato) non vedrà differenze.

 

Fonte VostriSoldi.it