La nuova Local Tax picchierà duro sulle nostre case?

Dalla seconda metà del 2015, anche se i tempi non sembrano così certi, potrebbe esserci un'unica tassa sulla casa, ossia un tributo unico comunale.

 

La composizione delle nuova tassa. La nuova tassa semplificata sugli immobili, a piena gestione locale, accorperà la Tasi (Tassa sui Servizi Indivisibili) e l'Imu (Imposta municipale unica), che hanno la stessa base imponibile.

La localtax potrebbe essere inserita con un emendamento del governo alla legge di Stabilità, come ha confermato anche il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio,Graziano Delrio, che citando le parole del Premier, Matteo Renzi, tutto questo sarebbe applicato in nome di una: «completa autonomia fiscale dei Comuni».

Occorre però ricordare che quella di creare una tassa locale unica non è una novità del governo attuale: il primo decreto in materia fu approvato nell'ambito della riforma per il federalismo fiscale, nel 2011. La riforma doveva entrare in vigore dal 2014 ma l'introduzione dell'Imu, e di seguito la Tasi, ha cambiato le carte in tavola.

Ma come sarà realizzata l'unificazione delle diverse imposte sulla casa? Innanzitutto l'accorpamento non riguarderà anche la Tari (Tassa sui rifiuti). L'imposta sui rifiuti, infatti, resterà separata e continuerà ad arrivare a casa un bollettino ad hoc. Inoltre, rimarranno i diversi trattamenti tra prima e seconda casa.

 

 

Vantaggi e svantaggi.

 


La prima casa: aliquote e detrazioni.

Sulle abitazioni principali l'aliquota di base della local tax varierà dal 2,5 per mille, con un tetto massimo fissato al 5 per mille. Sulle prime case sarà introdotta anche una detrazione nazionale fissa che, almeno per il momento, sarebbe fissata in 100,00€ (mentre gli sconti per i figli non sono ancora quantificati e la possibilità di introdurli è lasciata ai Comuni).

Si tratta di un'aliquota minore a quella della tasi, se si considera che da gennaio sarebbe venuto meno il tetto del 2,5 per mille (al quale si aggiunge lo 0,8 per mille dei comuni che stabiliscono delle detrazioni) dando ai comuni la possibilità di alzarlo fino al 6 per mille.

Con lo sconto fisso, la tassa locale al 2,5 per mille torna ad azzerare l'imposta per 3-4 milioni di case già esentate a suo tempo da Ici e Imu. L'Imu zero riguardava le abitazioni fino a 315,00€ di rendita, mentre nella nuova tassa l'esenzione si fermerà un po' più in basso, a 267,00€.

 

 

Le seconde abitazioni.

Qualora il nuovo tributo dovesse rivelarsi più leggero sull'abitazione principale, la differenza la pagheranno le seconde case.

Infatti, la situazione potrebbe peggiorare per i proprietari di seconde abitazioni e di negozi.

Invero, l'aliquota potrebbe passare dall'8,6 - 10,6 per mille a quella nuova, tra l'8,5 e il 12 per mille.

Per tali abitazioni non sarà riconosciuta la detrazione standard di 100,00€.

 

 

I dubbi. Ad ogni modo,adesso restano diversi nodi da sciogliere come ad esempio la considerazione di parametri alla base dei tributi minori (come la dimensione degli spazi occupati da tavoli e sedie o dai mezzi pubblicitari). Una delle ipotesi al vaglio prevede, inoltre, in caso di affitto di ripartire il prelievo della nuova tassa tra proprietario e conduttore, qualora ovviamente le due figure non coincidano.

 

 

 

della Dott.ssa Maria Adele Venneri fonte CondominioWeb.com