Tasse sulla casa: facciamo il punto per 2013 e 2014

Il disegno di legge di stabilità ha riformato il sistema di tassazione degli immobili. Ma quali tasse a oggi sono state cancellate definitivamente e quali subentreranno al loro posto?

 

Investire sul mattone conviene ancora?

La tassazione sulla casa resta un argomento spinoso. Al momento, grazie alla conversione in legge del D.L. n. 102/2013, avvenuta il 28 ottobre scorso, l'unico provvedimento confermato è la cancellazione per il 2013 della prima rata dell'Imposta municipale sugli immobili (Imu) relativamente all'abitazione principale, (ad eccezione delle categorie A1-A8-A9, quali immobili di lusso, ville e castelli). L'imposta è stata abolita anche per i terreni agricoli e i fabbricati rurali, per gli alloggi appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa adibiti a prima casa, gli alloggi regolarmente assegnati dallo IACP o da altri enti aventi le medesime finalità.

 

La Legge n. 124/2013 oltre alla definitiva abolizione della prima rata dell'Imu, ha portato un'altra boccata d'ossigeno ai proprietari di immobili, infatti, già a decorrere dall'anno di imposta 2013, l'aliquota della cedolare secca, per gli immobili locati a canone "concordato", si riduce dal 19 al 15 per cento. Ma sul fronte immobiliare, c'è ancora molta incertezza: la riduzione delle imposte sulla prima casa si prevede che verrà finanziata dall'incremento delle tasse sugli altri immobili. È questa la conclusione che molti contribuenti stanno traendo dalle anticipazioni sulle modalità di applicazione del Trise, il nuovo tributo che assommerà, a partire dal 2014, la tassa sui rifiuti (Tari) e la nuova tassa sui servizi indivisibili (Tasi).

 

Questo è il traguardo raggiunto dal disegno di legge di stabilità 2014 varato il 15 ottobre scorso dal Governo, che dopo numerose sospensioni e rinvii ha previsto che la Trise sarà destinata a sostituire per buona parte delle abitazioni principali sia l'Imu sia l'attuale Tares, mentre per gli altri immobili la nuova tassa andrà a integrare l'imposta comunale già in vigore. La Tari sarà dovuta da chi occupa a qualsiasi titolo l'immobile e verrà calcolata sulla base della superficie calpestabile.

 

La Tasi sui servizi indivisibili, come l'illuminazione e le strade, sarà dovuta dai proprietari e da una quota tra il 10 e il 30 per cento anche dagli affittuari. La decisione spetterà ai Comuni che potranno stabilire anche quale base imponibile utilizzare per far pagare l'imposta. Al momento la questione resta comunque da definire.

 

 

Fonte CosediCasa.com