Riforma condominio, più facili i cambi d’uso nelle parti comuni

Approvata dalla Camera, passa al Senato la norma che prevede semplificazioni per l’installazione di impianti da fonti rinnovabili

 

Giro di boa per la riforma del condominio, che ha ottenuto l'ok della Camera per passare ora all'esame del Senato. Tra le novità di maggior rilievo spicca la semplificazione dei cambi di destinazione d'uso delle parti comuni e nuove regole per l'accesso alla professione di amministratore

Ai sensi delle modifiche apportate, per il cambio di destinazione d'uso dei locali comuni, in sede di assemblea condominiale basteranno i quattro quinti dei consensi. La disposizione apre probabilmente la strada ad una serie di interventi, che potrebbero essere effettuati in modo più agevole, ms anche alla cessione di parti non ritenute più utili alla collettività dei proprietari.

Sarà più facile anche staccarsi dall'impianto di riscaldamento centralizzato, a patto che non si creino pregiudizi agli altri e si continui a pagare la manutenzione straordinaria dell'impianto condominiale.

Il passaggio alla Camera ha abbassato anche il quorum necessario per l'installazione di impianti di videosorveglianza sulle parti comuni e di impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili anche da parte di terzi che conseguano a titolo oneroso un diritto reale di godimento del lastrico solare o di altra idonea superficie comune.

Con l'intento di favorire la trasparenza, l'assemblea può anche decidere l'attivazione, a cura dell'amministratore e a spese dei condomini, di un sito internet del condominio per consultare i rendiconti mensili e gli altri documenti dell'assemblea in formato digitale.

Per quanto riguarda la professione di amministratore di condominio, la carica dura due anni. Per accedere è necessario aver seguito un percorso formativo, essere in possesso di un diploma di scuola media superiore e avere i necessari requisiti di onorabilità.

Se richiesto dell'assemblea, l'amministratore deve inoltre stipulare una speciale polizza assicurativa a tutela dai rischi derivanti dal proprio operato.

Il mandato dell'amministratore può infine concludersi prima della scadenza dei due anni nel caso in cui vengano riscontrate gravi irregolarità fiscali o non sia stato aperto il conto corrente condominiale.

 

 

 

Fonte Edilportale.com