La sicurezza nel condominio (parte I) - adeguamento continuo?

Tra le fonti di energia che vengono utilizzate nel settore dell’edilizia residenziale, l’Energia Elettrica ricopre sicuramente un ruolo fondamentale.

 

La normativa elettrica impiantistica risale agli inizi del secolo. Era il 1910 quando fu approvata la prima norma sull'argomento.

 

Quando si parla di sicurezza è doveroso partire dal D.P.R. del 27 aprile 1955 n° 547 (G.U s.o. del12/07/1955 n.°158), impone norme tecniche precise e penalmente perseguibili a carico dei datori di lavoro; ma è utilizzabile solo negli ambienti di lavoro a difesa del lavoro dipendente. Il mondo del privato residenziale non era citato, il cittadino non lavoratore dipendente, ovvero vi era una zona franca costituita dai luoghi Residenziali, non assoggettate alle Ispezioni Obbligatorie da parte degli organi di controllo (U.S.L). La legge n.° 186 del 1° marzo 1968 (G.U del 23/03/1968), con soli due articoli stabilisce: la "Regola d'Arte", per l'installazione e la costruzione di impianti Elettrici ed Elettronici, nonché le apparecchiature, i materiali, i macchinari; se, i materiali, i macchinari,le apparecchiature e le installazioni di impianti elettrici ed elettronici sono realizzati secondo le regole del CEI (Comitato Elettrotecnico Italiano) si intendono realizzati a Regola d'Arte.

 

Seppur importantissima non prevedeva nessuna azione di Controllo preventiva, nè nessun tipo di Sanzioni.

 

Il 18 ottobre 1977 viene emanata la legge n.° 791 che recepisce la direttiva CEE n.°73/23 (G.U del 2/11/1977 n.°298), stabilisce le garanzie di sicurezza che il materiale elettrico deve possedere per la libera circolazione nel Mercato Comune Europeo.

 

Il CEI è il rappresentante per l'Italia riconosciuto in ambito Europeo come stabilito C/M n.° 5591/684 .

 

Nel novembre del 1983 veniva emanato un decreto ministeriale importante D.M del 16/11/1983, elenco delle attività soggette, nel campo dei rischi degli incendi rilevati, al controllo degli ispettori del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, come stabilito all'art. 19 del D.P.R n.° 577 del 29/07/1982 pubblicato (G.U. n.°339 del 12/12/1983).

 

Si stabilisce in quali luoghi esiste il rischio di incendio o di esplosione e quindi gli impianti elettrici devono essere eseguiti con particolari precauzioni.

 

Non esisteva nessuna normativa che impediva di installare Impianti a soggetti non in possesso di requisiti tecnico- professionali. Questa carenza legislativa ha consentito a persone qualsiasi di presentarsi nel mercato, favorendo i committenti con prezzi vantaggiosi, fornendo materiale pericoloso ed eseguendo impianti privi di requisiti tecnici.

 

I danni creati al patrimonio residenziale e terziario fino agli anni 90 sono incalcolabili, sia dal punto di vista economico sia in termini di vite umane e infortuni che potevano essere evitati

 

Dopo le continue pressioni delle associazioni di categoria, degli installatori elettrici, dei costruttori, dei progettisti,ed enti pubblici quali: I s p e s l , U s l , CNR, , Politecnico Torino CEI,.... Finalmente lo Stato Italiano si sveglia ed emana la Legge n.° 46 del 5 marzo del 1990, " Norme per la sicurezza degli impianti". Il suo regolamento di attuazione è stato emanato con il D.P.R. n.°447 del 6 dicembre 1991.

 

Bisogna aspettare il decreto Ministeriale del 20 febbraio 1992 per avere il modello di "Dichiarazione di conformità dell'impianto alla regola dell'arte".

 

E' una svolta storica in quanto lo stato escluso il caso della legge n.° 373 del 30 aprile 1976 sugli impianti termici, poi modificata con la legge n.°10 del 9 gennaio 1991, integrata dalla Circolare del 2 marzo 1992, n.°219/F e suo decreto di attuazione emanato con D.P.R. del 26 agosto 1993 n.° 412, non aveva mai emanato una legge che riguardasse la Sicurezza negli Edifici, ma aveva regolamentato la sicurezza degli edifici.

 

La corsa per recuperare quanto si è perduto non è ancora terminata, in base alle ultime indagini effettuate esistono ancora numerosissimi edifici, soprattutto quelli più vecchi, che non sono in regola con la legge, presentano gravi deficienze impiantistiche, anche su aspetti fondamentali , vanno al più presto riportati con scadenze programmate a una condizione di minima sicurezza per garantire l'incolumità dei cittadini.

 

La legge per quanto importantissima è nata con lo scopo di eliminare gli Installatori Abusivi, ma non sarà in grado di eliminare l'Abusivismo Progettuale.

 

Il dettato della legge dispone all'art. 6 " è obbligatorio la redazione del progetto da parte di professionisti iscritti negli albi professionali, nell'ambito delle rispettive competenze", è su questo termine che dobbiamo porre l'attenzione. Pertanto si regola l'obbligatorietà del progetto, ma non la Specifica Competenza, regolata da altre leggi non abrogate dalla legge n.°46/90.

 

Come specificato nell'art. 52 del R.D. n.°2537/1925, delineano le competenze comuni di Ingegneri e Architetti.

 

L'energia elettrica negli edifici civili ha un ruolo fondamentale, merito delle sue eccezionali caratteristiche: flessibile,pulita ,comoda, non inquina, e.... sicura.

 

L'energia elettrica, laddove correttamente utilizzata, è la fonte di energia più sicura tra quelle più comunemente utilizzate.

 

Nel 1993 esattamente il 22 luglio, viene emanata la direttiva CEE n.°93/68 in vigore dal 1/gennaio/1995 recepita dallo Stato Italiano con D. lgs n.° 626 del 25/11/1996, pubblicato (G.U. 14/12/1996 n.°293), riguardante la marcatura CE del materiale elettrico, quindi la Comunità Europea impone le regole.

 

Il 23 gennaio 2002 entra in vigore il D.P.R n.° 462/01 ( G.U n. 6 del 8 gennaio 2002) che impone al Datore di Lavoro, l'obbligo giuridico di far effettuare la verifica e non soltanto di richiederla.

 

In Italia ci sono circa un milione di condomini, l'amministratore professionista e preparato deve preoccuparsi di conoscere quali siano le leggi che regolano ed adeguano la sicurezza degli impianti negli edifici.

 

di Francesco Burrelli fonte Anaci.it